Ferrara e le minacce ricevute sui social: «Abbassare i toni dello scontro politico»

10 Marzo 2023

Il sindaco dopo la querela presentata in questura: «Io, bersaglio di offese e polemiche». Sull’episodio indaga la Digos «Amo stare tra la gente e non ho paura, ma ci vuole rispetto. Ci aspettano sfide importanti: dobbiamo lavorare sereni»

CHIETI. Un invito accorato ad abbassare i toni della dialettica politica, limitando l’eccesso polemico che si autoalimenta tramite i social network e, sfruttando l’effetto moltiplicatore della rete, porta i cittadini a criticare costantemente il lavoro amministrativo ed esasperare i punti che dividono, prestando il fianco a offese, intimidazioni e minacce personali che non hanno nulla in comune con il sano confronto sui temi amministrativi. L’appello arriva dal sindaco Diego Ferrara all’indomani della denuncia presentata in questura dopo una conversazione con uno sconosciuto, culminata con una velata minaccia: «Domattina a mezzogiorno ti vengo a trovare. Sindaco di sto c…».
La valanga di odio che ha travolto il primo cittadino è partita da un profilo Facebook con un nome, un cognome e una foto. Ora sull’episodio indagano i poliziotti della Digos.
Sindaco, lei che uso fa di Facebook e degli altri social network?
«Con i social ho un rapporto normale, li uso senza esserne ossessionato: mi collego in media un paio di volte al giorno, per pochi minuti. Rispondo sempre a chi mi scrive, anche a chi pretende soluzioni immediate su temi amministrativi complessi e di difficile risoluzione. Nonostante sia del parere che Facebook non sia lo strumento adatto e il canale giusto per fornire questo tipo di informazioni, cerco però di essere il più possibile a contatto con le persone».
Cosa pensa di questi strumenti di socializzazione?
«Sicuramente quello che noto è che i post posseggono un fattore moltiplicatore: ad ogni critica fatta in rete, c’è sempre qualcuno che alza di un tantino il livello della critica stessa, fino a finire in alcuni casi in rissa o offese personali, anche tra persone che non si conoscono affatto».
Che cosa vorrebbe dire a queste persone?
«Abbassate i toni, lo dico da sempre, anche prima di essere catapultato in politica. Come semplice osservatore delle cose quotidiane, dicevo a me stesso che sono anni ormai che i toni nella dialettica si stanno alzando pericolosamente. Non penso che ci sia qualcuno che coscientemente o consapevolmente vada ad accendere il fuoco. Ma in un clima di difficoltà, come quello che sta attraversando il nostro Paese, e in particolare una città come Chieti che soffre problemi economici pesanti, la classe politica non riesce a dare tutte quelle risposte che i cittadini vorrebbero vedere soddisfatte nell’immediato. Pur volendo farlo, non è materialmente possibile. È allora che si innesca un malcontento che si moltiplica attraverso i social, perché ci sono persone che lo alimentano anche senza esserne consapevoli».
Cosa l’ha spinta a presentare denuncia?
«Questo individuo su Facebook ha un nome, cognome e una foto, anche se la polizia non esclude che possa trattarsi di un profilo falso. Non è la prima volta che mi prendeva come bersaglio, vomitandomi addosso non solo critiche politiche, ma anche parole di disprezzo personale. È successo anche l’altro giorno, quando prima mi ha chiesto conto di bollette salate della Tari, arrivate in ritardo, dicendomi che non avrebbe pagato. Io gli ho risposto educatamente e lui ha chiosato il suo intervento dicendo che si sarebbe presentato sotto al Comune».
Ha avuto paura?
«Se uno scrive parolacce e poi aggiunge che mi aspetta sotto al Comune, non penso che mi venga a salutare. Ma ci tengo a precisare che la denuncia non è stata fatta per timori fisici personali. Non ho di queste paure, perché sono solito confrontarmi con chiunque. Io vado dappertutto, anche da solo, ad eventi, mostre, inaugurazioni, convegni, presentazioni di libri. Mi piace stare in mezzo alla gente. Sono abituato a rispondere a tutti, molti hanno il mio numero di telefono personale e lo usano regolarmente. Ho formalizzato la denuncia solo per vedere se c’è un modo per fermare questa deriva. Il vero problema è che spesso si innesca un corto circuito familiare».
In che senso?
«Nel senso che non ho paura per me, ma capita che mio figlio, mio nipote o mia moglie tante volte, di fronte ad episodi di questo tipo, mi dicano: “Ma non era meglio che ti stavi con i tuoi pochi guai?”. Io per 42 anni nella mia professione di medico non ho mai avuto problemi con i pazienti: ho sempre dato e ricevuto rispetto. Vedermi proiettato in questa dimensione quasi di ludibrio pubblico, mi fa un po’ effetto, anche se capisco che ricevere critiche più o meno giuste rientra nel mio ruolo di sindaco».
Continuerà a rispondere al popolo dei social?
«Sicuramente. Ma auspico un dibattito più sereno, civile, che tenga conto delle difficoltà in cui versa l’amministrazione. Chiedo un minimo di rispetto per il lavoro che stiamo facendo per il bene della città. A mente fredda e lucida si ottengono i migliori risultati e oggi i cittadini devono capire che abbiamo la necessità di lavorare in serenità, perché bisogna prendere decisioni fondamentali per il futuro del nostro Comune. Non ci dimentichiamo che ci aspettano due scogli importanti a fine mese: la presentazione del piano concordatario di Teateservizi e del piano pluriennale di riequilibrio finanziario alla Corte dei conti per evitare il dissesto economico».
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