Ferrara in udienza dal Papa: con l’amore si cambia la città

6 Febbraio 2022

A Roma con i sindaci dell’Anci: «Voglio seguire i suoi consigli» L’abbraccio con il cardinale Menichelli e il ricordo di Cucullo

CHIETI. «Si pretende che i sindaci abbiano la soluzione a tutti i problemi ma i problemi non si risolvono solo ricorrendo alle risorse finanziarie». Queste le parole di papa Francesco affidate al sindaco Diego Ferrara, uno che con il Comune in predissesto per un buco di 78 milioni di euro ha davvero pochi soldi a disposizione e per stare vicino ai cittadini deve puntare su altri mezzi e doti. Ieri, nella sala Clementina in Vaticano, il Papa ha ricevuto in udienza Ferrara e i sindaci delle città capoluogo, uniti sotto la bandiera dell’Anci. «Il pontefice ci ha parlato di tre parole chiave, le tre “p”: paternità o maternità, pace e periferie», racconta Ferrara, «Papa Francesco ci ha detto che il sindaco deve essere un padre amorevole verso i cittadini ma anche un correttore di devianze se necessario, non troppo permissivo e mai autoritario. Sulle periferie, ci ha invitato a curarle per lenire il degrado strutturale, economico e sociale. E poi, sulla pace, ci ha esortato a farci portatori di parole di distensione perché se è vero che siamo stati eletti da una parte politica dobbiamo essere i sindaci di tutti. Questi incitamenti», dice Ferrara, «rappresentano le linee guida del mio mandato: ho sempre detto che voglio essere un buon padre di famiglia per i cittadini, un pacificatore per la mia Chieti e un amministratore attento al centro e alle periferie. Il contatto con Sua Santità è stato un’esperienza davvero speciale, sia per l’accoglienza ricevuta sia per l’empatia e il carisma che Papa Francesco trasmette nel relazionarsi agli altri. È la prima volta che incontro un papa. Com’è Francesco dal vivo? Un pacioccone».
Nel suo discorso, il Papa ha incoraggiato i sindaci «a rimanere vicini alla gente», vincendo la tentazione di fuggire dalle responsabilità: li ha invitati a seguire le orme di San Giovanni Crisostomo, uno che si spendeva per gli altri «piuttosto che restare sulle montagne a guardarli con indifferenza. Un insegnamento soprattutto nello scoraggiamento e nella delusione».
In Vaticano, Ferrara ha incontrato anche il cardinale Edoardo Menichelli, un passato da arcivescovo di Chieti durante l’era del sindaco Nicola Cucullo: «Il cardinale, sorridendo, mi ha raccontato che Cucullo gli diceva sempre che, per lui, Pino Rauti del Msi era uno di sinistra. Di Cucullo, Menichelli conserva un bel ricordo: mi ha detto che teneva alla città». Anche Menichelli ha parlato ai sindaci Anci, guidati dal presidente Antonio Decaro, primo cittadino di Bari: «Il sindaco è custode di una porzione di umanità», ha detto il cardinale, «deve custodire il passato e la sua memoria e renderlo fruibile senza gelosie e privatismi. L’identità di ogni comune deve essere anche capace di respirare una sorta di cittadinanza universale che è resa obbligata non solo dalla globalizzazione in cui siamo immersi ma da quella identità di fraternità che rende (o dovrebbe rendere) l’umanità solidale». Menichelli, denunciando «l’ipocrisia diffusa che danneggia la vocazione umana e la propria crescita con la paura dell’altro spesso pensato come un usurpatore», ha detto che «il sindaco dev’essere educatore e costruttore di democrazia».