Ferrara: noi, risposta alla vecchia politica Vicini alle famiglie

Il candidato del centrosinistra: andremo in Comune come un buon padre di famiglia, no alle false promesse
CHIETI . Il candidato sindaco di centrosinistra Diego Ferrara tira fuori la grinta. Sale sul palco del comizio conclusivo della sua campagna elettorale e, davanti a una piazza Vico strapiena, disegna subito i confini tra la sua coalizione e quelle avversarie: «C’è la vecchia politica, fatta di immobilismo, indifferenza e autoreferenzialità, quella delle promesse faraoniche», dice quasi urlando nel microfono, «e ci siamo noi, la nuova politica, quella seria e pacata, che sa restare coi piedi per terra, quella del buon padre di famiglia che promette solo quello che realmente può dare ai propri figli. Questa nuova politica siamo noi, orgogliosamente di centrosinistra, con i principi etici che sono propri della nostra storia, dalla solidarietà all’inclusività che ci contraddistinguono dalle destre che si trovano in tutti gli altri schieramenti, anche se si ammantano di civismo».
E poi partono le promesse da “padre di famiglia”: «Mi prenderò cura di Chieti e dei teatini, starò vicino a chi ha bisogno, regolarizzerò l’arrivo dei fondi per il sociale che in questi anni le famiglie dei disabili si sono visti stornare», dice mentre dalla voce traspira rabbia e sdegno, «riaprirò gli asili nido, ripristinerò il servizio scuolabus, avvierò un piano strategico per il lavoro che parte della rivitalizzazione dell’area industriale con aziende all’avanguardia, punterò sul turismo culturale, volano di economia, e starò sempre a fianco dei lavoratori sotto scacco, come quelli della Panoramica e di Teateservizi i cui contratti vengono rinnovati mese per mese». E ancora sul decoro urbano si chiede, chiamando l’applauso, se la maggioranza uscente vada «in giro o meno per Chieti», non accorgendosi di come è ridotta la città.
Chiude la disamina delle problematiche cittadine con un argomento che, da medico di famiglia, conosce a fondo: la sanità e «i tagli della Regione dei fondi destinati a Chieti», a partire dai «30 milioni di euro che l’ex assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci aveva lasciato in bilancio». Urla e si indigna per tutto il comizio e solo alla fine ritrova il sorriso: «Ora mi taccio perché sfioro l’afonia e il collasso. E ho perso 3 chili». A tirargli la volata all’inizio del comizio ci avevano pensato il consigliere uscente, punto di riferimento della sinistra teatina, Enrico Raimondi, il consigliere uscente ed ex assessore comunale Luigi Febo, il capogruppo consiliare e vicesegretrario regionale del Partito democratico Chiara Zappalorto e il presidente della Provincia e sindaco di Lanciano Mario Pupillo. Sul palco anche Sibilla Ferri nelle vesti di presentatrice della serata, continuata dopo il comizio con musica e canzoni dal vivo.

