Ferrara: ora spettacoli in estate, i grandi faranno tappa in città Dopo il pienone alla Processione del Cristo morto, il sindaco annuncia: «Pronti a rilanciare il turismo» Appello ai privati: «Contiamo sulle sponsorizzazioni. Teateservizi? Basta polemiche dai narcisisti»

17 Aprile 2022

CHIETI. «Da bambino, quando andavo alla Processione con i miei genitori, mi facevano paura gli incappucciati. Chissà quanto sarebbero stati orgogliosi mia mamma e mio papà nel vedermi sfilare con la...

CHIETI. «Da bambino, quando andavo alla Processione con i miei genitori, mi facevano paura gli incappucciati. Chissà quanto sarebbero stati orgogliosi mia mamma e mio papà nel vedermi sfilare con la fascia tricolore. È stata un’emozione forte, anzi fortissima». Diego Ferrara ha partecipato alla sua prima vera Processione da sindaco: quella del 2021 era avvenuta in solitaria, con l’arcivescovo Bruno Forte a portare la croce in una città deserta. Dalle oltre 10mila persone in strada nella sera del Venerdì santo, il Comune riparte. Ma con l’assillo dei conti in rosso.
Sindaco, come ha vissuto la Processione?
«La Processione del Cristo morto riunisce due momenti ugualmente importanti: c’è la spiritualità, e su questo ringrazio padre Bruno che ha sempre parole affettuose che ci confortano lungo la strada del bene comune; e poi quel corteo è l’identità della nostra città, un orgoglio e un vanto che tutti i teatini avvertono: quelli che vivono fuori, spesso tornano proprio per questo giorno. Un’emozione che si perde nei nostri ricordi».
Accanto a lei, tra le autorità, ha sfilato anche il presidente della Regione Marco Marsilio: è un modo per dire che la processione è patrimonio di tutto l’Abruzzo?
«Il Comune non si occupa degli inviti, se ne occupa l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. Comunque, è giusto che la nostra Processione sia ammirata anche fuori Chieti: è un patrimonio dell’intero Abruzzo».
Al fianco del governatore, anche la consigliera comunale di opposizione Carla Di Biase, stesso partito di Marsilio (FdI). Negli ambienti politici, la presenza di Di Biase e l’assenza di tutti gli altri consiglieri ha provocato polemiche: era una presenza prevista già in partenza o è stato un fuori programma?
«Di questo non ne ho idea. Ma, viste le regole stringenti che hanno accompagnato l’organizzazione della Processione, suppongo che l’invito in busta chiusa da parte dell’Arciconfraternita sia stato recapitato anche alla consigliera».
La Processione del Venerdì santo può essere una carta per rilanciare il turismo in città?
«Sicuramente sì ma certamente non l’unica. È uno degli eventi simbolo ma, per la fine primavera e per tutta l’estate, ci daremo da fare per portare in città personaggi importanti dello spettacolo e della cultura: in campagna elettorale ho detto che mi avrebbe fatto piacere organizzare appuntamenti tutti i mesi dell’anno per tenere Chieti sempre viva. Per il prossimo futuro, ci sono buone possibilità di portare artisti di grande livello».
E il Comune, in attesa del via libera del ministero dell’Interno e della Corte dei conti al predissesto, ha i soldi?
«Punteremo sulle sponsorizzazioni dei privati perché è chiaro che i soldi non ci sono. Ma questo non può essere una scusa per non fare niente. È necessario fare attenzione anche ai beni immateriali che sono parte del benessere della società: accanto al predissesto, alla Teateservizi in liquidazione, alle buche sulle strade, bisogna pensare anche a momenti in cui la popolazione si ritrovi nelle strade e nelle piazze per socializzare».
Manca poco alla festa di San Giustino (11 maggio): ci sarà anche un programma per i festeggiamenti o la crisi non lo consente?
«Qualcosa ci sarà di sicuro: concerti alla Villa comunale e giochi per bambini in piazza Vico. Non ci sarà un grande evento, che striderebbe con la situazione che c’è nel mondo, ma una festa sparsa».
Che Pasqua sarà per la città?
«Vorrei che fosse l’inizio di una rinascita ma non possiamo dimenticare le nubi che si addensano nei nostri cieli. Ieri, mentre camminavo in città, un signore, piangendo, mi ha fermato per dirmi che non era riuscito a pagare le bollette e gli hanno staccato l’acqua. Non possiamo fare finta di niente: non possiamo non pensare alla gente che muore in Ucraina o che scappa dalle bombe. Da parte mia, auguro serenità e ribadisco il mio impegno a fare di tutto per dare sollievo a tutti, seppur nello spazio delle limitatissime risorse di cui disponiamo».
In questi giorni avete guadagnato due mesi e mezzo per salvare la Teateservizi, la società comunale delle tasse, dal fallimento: ce la farete?
«Penso di sì: stiamo facendo una ricognizione dei conti e l’abbiamo affidata a un team coordinato dal commissario liquidatore Luca Di Iorio con il commercialista Paolo Palumbo, l’avvocato Carlo Montanino e l’ufficio legale del Comune: sono tutti al lavoro giorno e notte».
Sulla Teateservizi, le polemiche sono fioccate: è sorpreso?
«Sono stanco delle polemiche e soprattutto di quelle che servono solo a soddisfare il narcisismo patologico di certe persone. Questo non lo sopporto più. Non è più sostenibile un clima di campagna elettorale costante: non si può sempre recitare la parte del bastian contrario per sperare, poi, in un risultato elettorale soddisfacente. A me piace lavorare in silenzio».
Ha comprato le uova di Pasqua per i suoi 4 nipoti?
«Sì e spero che dentro ci trovino amore e serenità. Io e la mia famiglia cerchiamo di proteggerli dalle brutture del mondo, la più grande ha 14 anni e si affaccia alla vita mentre la più piccola ha appena un anno mezzo; a fine maggio, poi, arriverà la quinta nipote. Quando sto con loro è il momento più bello della giornata: ai miei nipoti insegno la pacatezza, la gentilezza e l’onestà. E poi l’amore per gli animali: l’empatia dei bambini aumenta con la vicinanza degli animali. Insomma, spero che quando diventeranno grandi avranno la giusta corazza».