Ferrara pronto a correre, ma il Pd frena

La candidatura del medico non è stata ancora ufficializzata dal partito. E lui dice: «Stiamo uscendo fuori tempo massimo»
CHIETI. Diego Ferrara chiama Stefano Rispoli e gli offre l’incarico da vicesindaco, nel caso in cui il centrosinistra vincesse alle prossime elezioni comunali con lui come candidato sindaco.
Rimasto l’unico nome sul tavolo della coalizione di centrosinistra e liste civiche, dopo il ritiro del progetto di Rispoli, Ferrara tende la mano al giovane competitor, chiedendogli di affiancarlo nella difficile campagna elettorale. Difficile anche perché non può ancora iniziare, visto che la candidatura del medico-consigliere comunale non è stata mai ufficializzata, neanche dopo il passo indietro di Rispoli registrato la scorsa settimana. In teoria, quelli di Ferrara e Rispoli erano gli unici due nomi sul tavolo della coalizione che sta nascendo in alternativa a quelle del centrodestra di Fabrizio Di Stefano e del polo civico di Paolo De Cesare. Ma il passo che va dalla teoria alla pratica appare difficoltoso. «Più complicato di un parto distocico», ironizza Ferrara, ricorrendo al background da medico di famiglia (il parto distocico è quello dovuto a una sindrome complessa causata da anomalie). Eppure, dopo la telefonata a Rispoli, anche il suo movimento civico, “Chieti. Da capo”, ha sciolto le riserve, dicendo sì alla candidatura attraverso il via libera assicurato dal consigliere comunale Enrico Raimondi. E così adesso a favore di Ferrara ci sono tutti i componenti del tavolo politico: da Articolo 1 a Sinistra Italiana, dalla civica di Luigi Febo e dello stesso Ferrara “Chieti per Chieti” al principale partito della coalizione, il Pd che ha avanzato il nome di Ferrara. Ma la mancata ufficializzazione della candidatura fa pensare che sia proprio il Pd a nicchiare, perché è ai democratici che sarebbe toccato fare il passo successivo. La riunione della coalizione che si sarebbe dovuta tenere martedì scorso, però, è stata rinviata senza fissare un’altra data e senza apparente motivazione. Ferrara attende gli eventi, ma non nega la propria preoccupazione dovuta alla tempistica: «Stiamo uscendo fuori tempo massimo», spiega, «io sono un medico e ho bisogno di organizzare la mia attività in vista dell’impegno politico». Il consigliere però ribadisce la sua fedeltà alle decisioni della coalizione: «Io mi comporterò come un soldato», assicura, «obbedirò alle ragioni del tavolo politico». Quanto alla proposta a Rispoli, «il consigliere si è detto sorpreso e ha dato la sua disponibilità a correre da vicesindaco», fa sapere Ferrara, «l’ho chiamato per testimoniargli la mia stima dopo che ha deciso di farsi da parte e gli ho proposto questo ticket composto da due persone agli antipodi dal punto di vista anagrafico, ma molto vicine nell’affrontare le questioni politiche. Siamo due moderati che vogliamo una sola cosa: metterci a servizio della città». (cr.ch.)
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