Ferrara prova a difendersi: «È colpa del centrodestra»

Il sindaco e il presidente Febo: «Situazione critica già da quando siamo stati eletti Ma siamo già attivi per tutelare con trasparenza ed efficacia servizi e addetti»
CHIETI . La consapevolezza di avercela messa tutta per portare avanti la società e salvare i suoi dipendenti, la voglia di continuare a lavorare per garantire i servizi ai cittadini. La sentenza di fallimento della Teateservizi accelera la corsa del Comune verso un piano B, un piano a cui già si sta lavorando. «Abbiamo cercato di salvare una società che quando siamo stati eletti era già in condizioni più che critiche», dicono il sindaco Diego Ferrara e il presidente del Consiglio comunale Luigi Febo, passati alla difesa di fronte al fallimento della società. Il Comune, già logorato dal maxi debito, ci ha provato e ci ha sperato fino all’ultimo: durante l’udienza di omologa al concordato del 23 gennaio, il sindaco all’uscita del tribunale si era mostrato ottimista: «Sono fiducioso». Parole di speranza che ora Ferrara proietta verso il futuro delle attività che, per 17 anni, da quando la società è stata fondata dall’allora sindaco Ricci, sono state portate avanti da Teateservizi.
IL SINDACO L’amministrazione Ferrara, al governo cittadino da ottobre 2020, si è subito confrontata con questioni lasciate aperte dalla precedente amministrazione di centrodestra. «Abbiamo subito lavorato perché l’epilogo potesse essere diverso dal fallimento», raccontano il sindaco e Febo, «mettendo in campo forze, impegno e speranze, per arrivare a un risanamento della società, il tutto in condizioni difficili per via della situazione economica dell’ente che ha portato al dissesto. Avevamo scelto la via della cura, anche per Teateservizi, sia per tutelare le funzioni che la società assolve per il Comune, che come noto è il socio unico, a partire da quello della riscossione, strategico per il risanamento dei conti comunali; sia per il fattore umano, i lavoratori, che sono stati la nostra più grande preoccupazione, da sempre». Sebbene ieri il tribunale non abbia decretato l’epilogo sperato, il Comune si dice pronto a fare la sua parte: «La sentenza c’è e va rispettata e, sempre nel ruolo di garanti, seguiremo la delicata fase delle conseguenze della decisione presa dai giudici».
IL PIANO BIl Comune non si piega davanti al fallimento della società e la macchina amministrativa continua a lavorare. «Abbiamo già attivato la struttura comunale per la fase che segue e per tutelare con tempestività, efficacia e trasparenza i servizi che erano di appannaggio della società», dicono Ferrara e Febo, «trovando il modo anche di fare ciò che è nelle competenze dell’amministrazione per assicurare un futuro ai lavoratori che ne erano parte. Ci siamo subito messi a disposizione del curatore, attuando tutte le possibili sinergie, in modo da consentire che la procedura si svolga senza contraccolpi sul Comune, già alle prese con un piano di risanamento e cura attraverso il dissesto».
«CI ABBIAMO CREDUTO»Il lavoro portato avanti in questi mesi per salvare Teateservizi lascia spazio anche ai ringraziamenti. «Grazie al liquidatore Luca Di Iorio e quanti si sono adoperati in questi due anni per un tentativo di salvataggio che era doveroso e in cui tutti abbiamo creduto, vedendo riattivarsi funzioni che purtroppo la partecipata per lungo tempo non aveva esercitato in modo efficace, non ultima la chiusura in attivo con l’ultimo bilancio prodotto proprio grazie al suo meticoloso lavoro». Il concordato su cui i giudici ieri si sono pronunciati era stato stilato dal liquidatore Di Iorio, ricevendo anche il parere positivo del commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi. Il sindaco passa poi a ringraziare consiglieri e assessori, in prima linea coloro con la delega alle Partecipate, dall’ex Enrico Raimondi al neo assessore Massimo Cassarino: «Hanno dato cuore, impegno e tempo al tentativo di rilancio, votando per una scelta sentivamo di dover fare per portare Chieti fuori dai grandi problemi, le quotidiane emergenze: la palude in cui l’abbiamo trovata nel 2020».

