Ferrara rischia l’interdizione per 10 anni

12 Giugno 2024

È la richiesta del pm contabile nei confronti del sindaco, dell’assessore Della Penna e dei loro precedessori Di Primio e Luise

CHIETI. «L’interdizione dalla funzione per la durata di dieci anni». È una delle richieste della procura regionale della Corte dei conti nei confronti del sindaco Diego Ferrara, dell’assessore al Bilancio Tiziana Della Penna e dei loro predecessori, vale a dire Umberto Di Primio e Valentina Luise, nell’ambito del procedimento aperto sul dissesto finanziario del Comune di Chieti, travolto da un disavanzo di 78 milioni di euro. Il procuratore Giacinto Dammicco e il sostituto Maria Ciani contestano il danno erariale a vecchi e attuali amministratori, nonché a nove componenti del collegio dei revisori dei conti, e sollecitano la loro condanna al pagamento di un totale di 461.750 euro. Ma non solo: gli amministratori in questione, a partire dall’attuale primo cittadino, rischiano la sanzione interdittiva dell’incandidabilità per dieci anni.
LO SCENARIO
La vicenda è destinata ad animare la discussione politica, considerando che Ferrara ha già manifestato pubblicamente l’intenzione di ripresentarsi nella tornata elettorale dell’autunno 2025 o della primavera 2026 (sarà il ministero a decidere la data in cui si andrà alle urne). Ma una condanna sbarrerebbe già in partenza la strada verso la ricandidatura a primo cittadino. I 13 indagati hanno trenta giorni di tempo, a partire dalla notifica delle contestazioni, per presentare le proprie controdeduzioni. Il caso arriverà il prossimo 17 settembre davanti al giudice Paola Lo Giudice.
LE ACCUSE
Secondo la procura contabile, Di Primio e Luise «hanno posto in essere una rovinosa gestione dell’ente, che ne ha aggravato irrimediabilmente le condizioni finanziarie, nonostante le plurime raccomandazioni della Sezione regionale di controllo ad adottare le opportune misure correttive». Ferrara e Della Penna, sempre secondo le accuse, «hanno contribuito a compromettere in maniera irreparabile gli equilibri della gestione finanziaria». Come? «Elaborando un piano di riequilibrio finanziario pluriennale assolutamente privo di misure atte a sostenere la realizzabilità in concreto della riduzione del disavanzo dell’ente».
il commento di ferrara
«Abbiamo appreso delle richieste della procura della Corte dei conti a mezzo stampa», dicono Ferrara e Della Penna, «a oggi nessun atto ci è stato notificato, cosa che rende inopportuno, oltre che impossibile da parte nostra, anche commentare quanto ci riguarda. Sicuramente lo faremo, ma una volta viste le carte. Per motivare le scelte fatte dobbiamo conoscere bene le richieste di addebito. Abbiamo sempre affrontato i rilevanti problemi del Comune con grande senso di responsabilità, lo faremo anche adesso, mettendo a disposizione tutto il necessario per spiegare tempi e scelte adottate con l’intento di risanare la città e rimetterla in cammino».
PARLA L’EX SINDACO DI PRIMIO
«Oggi sono più arrabbiato che mai, ma fiducioso sull’esito finale», commenta l’ex sindaco Di Primio. «Chi ha brandito l’arma del dissesto per usarla contro di noi oggi ne è la prima vittima. Devo leggere il provvedimento, ma posso dire, anche a nome dell'ex assessore Valentina Luise, che siamo tranquilli perché sappiamo di aver fatto tutto il possibile per arginare la crisi di liquidità del Comune determinata dalla incapacità di riscossione di Teateservizi (Ts). A provarlo sono i tanti documenti e atti che non mancheremo di esibire». Di Primio aggiunge: «Faccio notare che tutte le delibere e i bilanci adottati avevano il parere positivo del ragioniere capo Franco Rispoli nonché dei revisori. Evidenzio altresì che la gestione era ed è dei dirigenti, sottoscrittori titolari dei contratti di servizi con la Ts e loro avrebbero dovuto esercitare il controllo sulla stessa Ts. Stessa cosa dicasi per il controllo analogo coordinato dal segretario generale Celestina Labbadia. Quest’ultimo, rammento, si è attivato sulla Teateservizi solo dopo le segnalazioni mie e di Luise».
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