Ferrara: «Scuole chiuse per aiutare la Asl»
Lo stop alle lezioni per due giorni dopo il picco dei contagi. Il sindaco: rientro in sicurezza. Ma è polemica
CHIETI. La decisione del sindaco Diego Ferrara di chiudere le scuole per due giorni ha disorientato le famiglie e suscitato polemiche. A intervenire sono stati anche due consiglieri d’opposizione, Serena Pompilio e Giampiero Riccardo, tirando in ballo una lettera inviata dal prefetto Armando Forgione a tutti i sindaci della provincia teatina. La circolare, inviata nella stessa giornata in cui il Ferrara ha incontrato il prefetto ma successivamente all’incontro, non ha nulla a che fare con l’ordinanza comunale. Nella lettera il prefetto invita i sindaci «qualora abbiano già adottato eventuali ordinanze in difformità dalla prescritta normativa e/o in difetto delle necessarie motivazioni, a voler considerare l’opportunità di un tempestivo ritiro dei medesimi provvedimenti, al fine di evitare possibili censure in sedi di valutazione giurisdizionale». L’invito, però, come ha ribadito lo stesso prefetto, non è rivolto al sindaco di Chieti. Per Pompilio e Riccardo, invece, «l’amministrazione che non sa che pesci prendere. Chiude le scuole premettendo di aver concordato la decisione con le massime autorità locali salvo venire smentita a stretto giro dal prefetto. Ancora una volta il Comune crea un incidente istituzionale».
Per fare chiarezza su una situazione delicata e importate quale la salute pubblica che, ammonisce il prefetto, «non dovrebbe diventare oggetto di polemica politica», Forgione, da noi interpellato, assicura che l’ordinanza comunale è stata concordata con la prefettura e la Asl, che la circolare non era dunque rivolta al Comune di Chieti e che «quando si parla bisogna informarsi, non si possono alzare polveroni senza conoscere le dinamiche della questione».
La decisione di far tornare tutti in classe martedì, ha spiegato ieri il sindaco, «è nata dall’ingorgo dei referti dei tamponi, visto che nelle ultime settimane sono arrivati circa 1.600 test al giorno, per cui il Dipartimento di prevenzione Asl, egregiamente diretto da Giuseppe Torzi, ha perduto per causa di forza maggiore la possibilità di continuare a fare il tracciamento dei contatti. Pertanto le presidi non sapevano più come regolare il rientro degli studenti a scuola. Di questo problema ho parlato con il prefetto che venerdì ci ha convocato insieme alle dirigenti scolastiche e al vertice Asl. Abbiamo fatto sì che ci si fermasse solo per due giorni, per dar modo alla Asl di refertare il pregresso. La scuola non è stata chiusa per motivi sanitari o epidemiologici, ma solo per permettere un ritorno alla normalità». Nel tavolo della prefettura è emerso che, se non si fosse chiusa la scuola, la situazione di difficoltà si sarebbe protratta per due settimane.

