Ferrara: stipendi, ecco la delibera per fare solidarietà con gli aumenti

Alla vigilia del consiglio sui gettoni, il sindaco torna a parlare delle indennità cresciute del 7% «Basta attacchi strumentali dall’opposizione, formalizzeremo l’impegno della beneficenza»
CHIETI. «Non ce la facciamo più a subire gli attacchi strumentali dell’opposizione e, proprio per questo, approveremo in giunta una delibera correttiva sulle indennità: metteremo nero su bianco che l’aumento andrà in beneficenza. Non averlo fatto prima è stata una leggerezza». Il sindaco Diego Ferrara torna a parlare del 7% di aumento degli stipendi per se stesso, per gli assessori e per il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. E Ferrara prende posizione alla vigilia del consiglio di domani quando i 31 consiglieri saranno chiamati a rinunciare all’aumento dei gettoni di presenza, un incremento automatico dopo il 7% in più per la giunta: anziché percepire 92,96 euro, i consiglieri continueranno a prendere 80,49 euro a seduta.
Ma Ferrara sa già che in consiglio non sarà una passeggiata: dai banchi di Lega e Fratelli d’Italia arriveranno attacchi. Così si spiega l’aumento delle indennità: nella seduta del 10 novembre scorso, la giunta ha rinunciato a un taglio del 7% che l’ex sindaco Umberto Di Primio e i suoi assessori avevano mantenuto, volontariamente, per tutto il secondo mandato. Per questo, lo stipendio del sindaco, che con Di Primio era sceso a 4.402,70 euro lordi mensili, è tornato a 4.734,09 euro; al vice sindaco Paolo De Cesare vanno 3.550,58 euro mensili (prima 3.302,02); stipendio da 2.840,46 euro per gli assessori e per il presidente Febo (prima 2.641,62). «Mentre la minoranza continua soffiare su un fuoco spento noi abbiamo già fatto i nostri bonifici sul conto del Comune per la solidarietà», assicura il sindaco, «ma ora faremo anche una delibera per mettere fine alle illazioni che ci distolgono dal lavoro di tutti i giorni e assicuro che il lavoro non manca affatto».
L’ultimo fronte aperto è il debito da oltre tre milioni con il Consorzio di Bonifica Centro che espone il Comune al rischio pignoramento: senza un accordo entro il 19 dicembre, l’ente potrebbe bloccare il conto del Comune. «Ci siamo insediati da poco più di due mesi e veniamo sempre più a conoscenza di una condizione finanziaria disastrosa», dice Ferrara, «ma non penso al passato: è meglio guardare al futuro nell’interesse della città perché le accuse reciproche non servono più. Sul Consorzio di Bonifica abbiamo già aderito all’ipotesi di un piano di rientro rateizzando il dovuto: sia chiaro che non scappiamo di fronte alla realtà di un debito da onorare». I conti, spiega il sindaco, sono allarmanti: «E poi ci sono tanti contenziosi aperti con il Comune che, in tante occasioni, non si è nemmeno costituito in giudizio. In questa situazione di difficoltà, io e la mia squadra non possiamo pensare a quello che hanno fatto o non hanno fatto gli altri. Andiamo avanti senza fare polemiche».

