Ferrara: sulla sanità niente spot elettorali Subito visite ed esami

Il candidato del centrosinistra contro Donatelli (FdI) «Punterò sul sociale, ho già incontrato famiglie con disabili»
CHIETI. «Per quanto riguarda l’ospedale sono stato io a sollecitare il ripristino delle attività». Il candidato sindaco del centrosinistra Diego Ferrara commenta così l’appello indirizzato alla Asl da parte di Stefania Donatelli di Fratelli d’Italia, consigliera, presidente della commissione comunale sulla sanità ed ex medico Asl, accusata di fare «spot elettorali». Il candidato, da medico di famiglia, già prima dell’ufficializzazione della candidatura aveva denunciato le difficoltà della sanità teatina alle prese con il periodo post-Covid. Da consigliere comunale della lista di Chieti per Chieti, insieme ai colleghi del Partito democratico, inoltre, ha da tempo chiesto un consiglio comunale straordinario sulla sanità, consiglio che ormai, con le elezioni comunali alle porte, non sarà più concesso. «Sanità e sociale sono due punti cardine del mio programma elettorale», dice Ferrara che in questi giorni si sta occupando da vicino dei problemi della disabilità. «Ho incontrato gruppi di famiglie con figli con problemi di handicap, una realtà alla quale mi sento molto vicino, non solo in ragione della mia professione, ma anche dal punto di vista della mia vita personale e familiare. Dare una maggiore assistenza a queste famiglie credo sia una priorità di ogni amministrazione comunale e io, qualora fossi eletto sindaco, farò di tutto per reperire le risorse necessarie affinché queste famiglie non si sentano abbandonate».
Per martedì mattina è fissato un nuovo incontro con un altro gruppo di famiglie che hanno problemi di disabilità, Ferrara ci andrà accompagnato dalla candidata consigliera Giulia Bottini. È fissata, invece, per sabato prossimo l’inaugurazione della sede elettorale in corso Marrucino. Nel corso della prossima settimana dovrebbero anche apparire i primi manifesti elettorali. Ma non ci sarà un’invasione di spazi. Ferrara vuole una «campagna elettorale sobria» e anche per i manifesti dice di aver «affittato pochi spazi, niente di ridondante».

