Ferrara: tasse al massimo, è inevitabile

Il buco del Comune da 78 milioni, il sindaco: «C’è ancora il rischio del dissesto, ma il nostro piano di risanamento è efficace»
CHIETI. Il Comune ha un buco di 78 milioni di euro e il rischio che finisca in dissesto c’è ancora. Il sindaco Diego Ferrara aspetta le decisioni del ministero dell’Interno e della Corte dei conti: «Spero che i nostri obiettivi non siano tarpati da un giudizio impietoso del ministero e della Corte dei conti». Ferrara va avanti sulla strada del predissesto, un piano di risanamento in 20 anni con tasse al massimo e tagli a spese e servizi: «È inevitabile», dice. Ma di chi è responsabilità dei debiti del Comune? Sarebbe troppo facile accusare, riflette il sindaco, «ma non servirebbe a niente».
Sindaco, a oggi, a quanto ammonta il disavanzo del Comune?
«L’ultima cifra che conosciamo è di 78 milioni di euro. La relazione della Corte dei conti in cui si denuncia che il fondo cassa del Comune è pari a zero non ci ha sorpreso. E non ci ha sorpreso anche un’altra cosa: la Teateservizi, ormai lo sanno anche le pietre di Chieti, resta un vulnus per la scarsa riscossione ma abbiamo un piano industriale per ridare vigore all’attività».
A fronte di questo grande numero e dell’ultimo avvertimento del ragioniere capo Franco Rispoli sulla tenuta dei conti, ci sono ancora le condizioni per il predissesto?
«Andiamo avanti con il predissesto, non cambia niente. E poi io sono ottimista: abbiamo tanti progetti, stiamo intercettando fondi europei per la rigenerazione urbana e mi rifiuto di pensare di non poter proseguire per timore del dissesto».
C’è il rischio che il Comune sprofondi in dissesto?
«Il timore l’abbiamo avuto fin dal nostro insediamento ma abbiamo posto in essere un piano di riequilibrio razionale e potenzialmente efficiente ed efficace. Solo organismi eccessivamente punitivi potrebbero indirizzarci al dissesto».
Dopo l’analisi sui conti e la scelta di aderire al piano di riequilibrio economico finanziario, si è fatto un’idea del perché il Comune si sia trovato con tutti questi debiti?
«In questo anno e mezzo in Comune ho conosciuto le difficoltà e le insidie di governare una città e mi sono reso conto che salire sul pulpito e dare colpe a destra e a manca è ingeneroso ed è anche inutile. La verità è che tutti siamo portati a fare degli errori in buona fede mentre, troppo facilmente e senza conoscere le difficoltà del governare, si crocifiggono amministratori. Voglio chiudere con le reciproche accuse verso gli ex amministratori. Ho capito quanto è difficile amministrare una città ed è possibile che si accumulino debiti: bisogna lavorare ogni giorno non con due ma con 4 occhi spalancati. Questo è un momento importante per il futuro della città: spero che i nostri obiettivi non siano tarpati da un giudizio impietoso del ministero e della Corte dei conti».
La sua amministrazione è costretta a gestire i debiti che riemergono dal passato: cosa dice a chi ha creato quei debiti?
«Dico che ci può essere una ragione per tutto e non penso che sia stato fatto apposta. Del resto, nel 2020, il centrodestra non pensava di perdere le elezioni e, quindi, poi avrebbe dovuto amministrare proprio con quegli stessi conti. Le amministrazioni, di qualunque colore, sono composte di persone che vogliono il bene della città; se queste persone non ci riescono, non serve guardarsi indietro e accusarsi: liti del genere sono sterili».
Capitolo Teateservizi: da anni i revisori e la Corte dei conti invitano a un cambiamento di rotta ma i risultati non si sono visti. Lei, che è in Comune da poco più di un anno, pensa che ci potrà essere un futuro per la Teateservizi?
«Assolutamente sì, se non avessi questa certezza avrei già messo la società in liquidazione. Le capacità di riscossione possono essere aumentate, evitando di affidare il servizio all’esterno. Come? Migliorando l’organizzazione interna e motivando i dipendenti. Bisogna creare un programma industriale remunerativo per la società e, di conseguenza, per il Comune. Occorre che il vertice di Teateservizi sia intelligente, veloce e produttivo: adesso si dice smart».
Lei ha appena revocato l’incarico di amministratore unico a Massimo Marchetti: chi sarà il successore?
«È troppo presto per dirlo. Di certo, al successore chiederò tanto impegno, tanto coraggio e tanta professionalità: non è più tempo di stare seduti alla scrivania e guardare al mondo che passa senza fare di niente».
Alle famiglie che, incolpevoli, dovranno pagare in termini di tasse al massimo e tagli le scelte del passato, cosa si sente di dire?
«Purtroppo è inevitabile: so che è una frase impopolare ma non c’è altro modo di fronteggiare questa emergenza. I residenti devono capire che non possiamo rinviare provvedimenti. Però è tempo di guardare con fiducia al futuro: ci sarà un miglioramento per Chieti: usciremo presto dalla negatività della pandemia e, grazie ai fondi in arrivo, cambieremo il volto della città».

