Ferrara: un anno di crisi, adesso rilanciamo la città

6 Agosto 2021

Il sindaco racconta l’inizio dell’amministrazione: «Euforia, ma anche delusioni» Emergenza idrica, lite con la Asl e conti in rosso: «Collaboriamo per il bene comune»

CHIETI. Un anno fa, di questi giorni, il dottor Diego Ferrara, 42 anni da medico di famiglia, all’epoca consigliere uscente del Pd, iniziava la sua corsa a sindaco, poi, coronata con la vittoria in rimonta al ballottaggio contro Fabrizio Di Stefano della Lega. Da allora, è stato quasi un anno di peripezie. Tra lotta al Covid, scontro con la Asl sui vaccini, conti in rosso con la dichiarazione di predissesto e acqua che manca nelle case quasi tutte le notti. E il 2022? La speranza di Ferrara è che la città salga sul treno della ripartenza.
Sindaco, se l’aspettava un anno così difficile?
«A dire la verità un po’ sì: le vicissitudini non mi hanno preso alla sprovvista. Durante tutti questi mesi, sono passato da momenti di profonda soddisfazione ed euforia per il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati a momenti di delusione e preoccupazione per tutto ciò di brutto che accade all’improvviso. Ora, per esempio, c’è la crisi idrica da considerare: noi, pur sapendo di non avere responsabilità visto che il gestore è l’Aca, purtroppo non sappiamo come incidere».
Le case sono senz’acqua e il Comune ha le mani legate?
«Le problematiche che ci pone l’Aca – l’ammaloramento delle condutture, la mancanza di acqua alle sorgenti, i costi e i debiti del Comune – ci conducono in un vicolo cieco e la preoccupazione è che questa situazione esplosiva possa andare avanti non soltanto per il mese di agosto ma anche a settembre. Siamo allarmati perché ci sono lamentatele e proteste da parte dei cittadini e, da sindaco, non so fino a quando riuscirò ad arginare questo malcontento crescente».
Ancora prima dell’emergenza acqua, lei ha dovuto fare i conti con la pandemia: ci sono segnali positivi?
«Con l’apertura di un nuovo centro vaccinale al palasport di Colle dell’Ara si va verso la soluzione ai tanti disagi patiti dai cittadini. Si tratta di un impianto comunale che può essere utilizzato senza tempi di scadenza predefiniti. Il manager Asl Thomas Schael ci ha garantito che la sede aprirà il 23 agosto e noi siamo già pronti. Detto questo, sono tranquillo per altri due motivi».
E quali sono?
«La concretezza della nostra amministrazione che ha dovuto fare sacrifici economici per mettere a punto il palasport e la soddisfazione per i dati annunciati al tavolo prefettizio con la campagna vaccinale che a Chieti e provincia va benissimo: per esempio, il 55% dei giovani tra 16 e 30 anni ha già ricevuto almeno la prima dose. E poi, nonostante la ripresa dei contagi, in città e provincia, siamo ai livelli più bassi d’Abruzzo. Per questo ringrazio il prefetto Armando Forgione per la sua costante opera di affiancamento ai Comuni e Schael per spronarci a fare sempre meglio».
Toni distesi, il rapporto con la Asl è cambiato?
«Si collabora per il bene comune e mai come in questo momento l’obiettivo sembra essere raggiunto».
È stato un anno di tranquillità politica con una maggioranza composita, tra partiti di centrosinistra e liste civiche, ma coesa: è lei che fa da paciere e mette tutti d’accordo?
«La mia maggioranza non è litigiosa. E poi, dall’alto dei miei 67 anni, quasi un padre o uno zio per gli assessori, ho un vantaggio: laddove ci sono piccole e comprensibili fibrillazioni tra le due componenti della maggioranza, alla fine, riesco sempre a mediare e in un paio di giorni tutto torna alla normalità. Mi fa piacere che la mia figura e la mia parola plachino gli animi durante un dibattito».
L’ex sindaco non risparmia frecciate via Facebook alla sua amministrazione: come va con i precedessori?
«Noi abbiamo raccolto il testimone di diversi progetti e continueremo a lavorare per portarli a termine. Se non faremo in tempo, cederemo il testimone a chiunque verrà dopo di noi nel segno della pacificazione e del riconoscimento per il bene dei cittadini».
Messa così, non sembra tempo per un rimpasto, vero?
«Assolutamente no: non ho niente da dire ai miei assessori che lavorano tutti a testa bassa e per me sono tutti promossi a pieni voti».
Tra i tanti temi ce n'è uno che la preoccupa più degli altri?
«Il dissesto idrogeologico nella zona centrale della città. L’area della zona di via Don Minzoni è sotto monitoraggio e i tecnici mi assicurano che non si riscontrano minacce immediate ma io ho segnalato il tutto alla commissione Grandi rischi. A breve, inizieranno i lavori di demolizione e ricostruzione di Palazzo Trinchese. Quella zona va monitorata: ci sono due scuole e tanti residenti sono anziani».
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