Ferrovia, confronto sulla nuova variante

29 Luglio 2022

Entra nel vivo il dibattito sul piano alternativo al “lotto zero” contro l’abbattimento di edifici allo Scalo

CHIETI . Il progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara ha nel cosiddetto lotto zero i fari puntati di amministratori comunali e comitati. Nei giorni scorsi la commissione speciale sulla ferrovia, costituita a seguito del consiglio comunale straordinario del 31 gennaio, si è riunita per analizzare la possibile variante al progetto che eviti l’abbattimento di molti edifici a Chieti Scalo, nonché diverse pericolose aree di stoccaggio del cantiere. Il no all’opera, giudicata «inutile e dannosa», resta fermo da parte del comitato FerroVia di Chieti Scalo. Ma su una possibile variante del percorso, con l’arretramento della linea ferroviaria nella zona industriale ci potrebbe essere un’apertura. «È ancora presto per una valutazione», ha detto negli ultimi giorni la presidente del comitato Paola Sablone, «noi ribadiamo la contrarietà al progetto di velocizzazione della Pescara-Roma, a nostro avviso inutile, dannoso, privo di ricadute economiche sul territorio e portatore solo di sperpero di denaro pubblico. Questa idea progettuale di arretrare la ferrovia nell’area industriale è da valutare. L’idea di liberare Chieti Scalo dai binari, spostandoli nella zona industriale, non ci dispiace. Al momento però mi sembra un progetto non fattibile, perché comporta lo spostamento della ferrovia all’interno dell’area Sir, il Sito di interesse regionale che è fortemente inquinato».
Sul lotto zero stamattina il sindaco Diego Ferrara tiene una conferenza stampa insieme al primo cittadino di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, il presidente del consiglio comunale di Chieti, Luigi Febo, il presidente della Commissione consiliare sul progetto, Vincenzo Ginefra. L’idea per la nuova variante, a cui la commissione sta lavorando, è arrivata ripescando un vecchio progetto del 2017 che già prevedeva l’arretramento della ferrovia. La prima idea dell’interramento sembra, infatti, un progetto difficile da perseguire e anche molto più oneroso.
Se la nuova idea progettuale si concretizzerà, «noi analizzeremo i documenti», ha concluso Sablone, «e daremo una valutazione». (a.s.)
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