Ferrovia per Roma, Ferrara ribadisce il suo no: quel progetto è sbagliato

23 Aprile 2022

CHIETI. Il dibattito pubblico sul progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara si è chiuso con la relazione finale della coordinatrice Iolanda Romano che, sulla tratta che riguarda...

CHIETI. Il dibattito pubblico sul progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara si è chiuso con la relazione finale della coordinatrice Iolanda Romano che, sulla tratta che riguarda Brecciarola e Manoppello, ha inserito la cosiddetta Variante Plus, vale a dire la modifica del progetto in modo che la linea non attraversi i territori di Brecciarola e Manoppello ma secondo la rielaborazione dei tecnici di Italferr.
Una idea progettuale che vede contrari i Comuni di Chieti e Manoppello. La Variante Plus è caratterizzata da un lungo viadotto di circa 7 chilometri. Scavalcata l’autostrada a Brecciarola, il tracciato non ha lo spazio per scendere in corrispondenza della stazione di Manoppello – che diventerebbe quindi sopraelevata – e prosegue in quota verso ovest senza interferire con l’area industriale di Alanno. Nei confronti di questa ipotesi progettuale, Romano annota molte criticità, tra cui i costi e il tempo di realizzazione: 9 mesi in più e una cifra che varia tra gli 80 e i 112 milioni di euro aggiuntivi rispetto al costo di 720 milioni del tracciato originario. I sindaci di Chieti e Manoppello, Diego Ferrara e Giorgio De Luca, restano fermi nel chiedere che venga accettata la loro proposta di variante. Ferrara sottolinea come la Variante Plus, pur essendo stata elaborata partendo dalla proposta di variante dei Comuni di Chieti e Manoppello, è troppo rigida rispetto a quella prima proposta: «La variante che ci è stata presentata», dice il sindaco, «è più rigida di quella possibile in base a norme vigenti a tutela del territorio e in base anche alla situazione idrogeologica attuale di alcuni tratti. Rfi basa l’elaborato su uno studio idraulico da cui emerge una più ampia estensione delle aree a rischio di esondazione, che non tiene conto degli aggiornamenti e di norme attualmente vigenti, che invece non solo attualizzano lo stato di fatto, ma lo ridisegnano in modo a noi favorevole. Inoltre lo scorso 6 aprile si è aggiunto un parere dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale sul lotto 1 e 2 del progetto e che espressamente afferma che non esistono motivi che precludano la realizzabilità della proposta di variante formulata dai Comuni di Chieti e Manoppello».
«Questo dibattito pubblico è stata una discussione su ciò che il territorio non vuole e non ha mai voluto», aggiunge De Luca, «dunque un confronto sbagliato sin dall’inizio. Abbiamo smontato, letto, studiato, scaricato migliaia di megabite con tavole progettuali; abbiamo inviato osservazioni elencando le numerose criticità del progetto di raddoppio di Rfi. Auspichiamo che la Conferenza dei Servizi bocci il progetto Rfi e che parallelamente, sin da subito, si valuti seriamente la Variante proposta dai Comuni di Manoppello e Chieti». (a.i.)