Festa al risparmio per San Giustino: si balla una sera sola
L’11 c’è la pizzica, ma per il 10 la piazza resta deserta Domani torna la cerimonia del Majo con il pranzo alla Villa
CHIETI. Solo un giorno di festa con la pizzica salentina nella sera dell’11 maggio, giorno dedicato a San Giustino, mentre salta l’ipotesi di fare una serata anche per il 10. Per giovedì, comunque, ci saranno altri appuntamenti nel resto della città, da palazzo Lepri che organizzerà una serata a tema alla banda di Chieti diretta da Marco Vignali che si esibirà per tutta la giornata con concerto finale in piazza Vico. Resta confermato, invece, Maltattack nella serata di sabato 12, spostato per la prima volta da piazza Malta in piazza San Giustino.
Intanto, domani parte il Maggio Teatino con la Festa del Majo, a cura dell’associazione Camminando insieme presieduta da Anna Vaccarella.
L’iniziativa, fa sapere l’assessore comunale alle manifestazioni Antonio Viola, vedrà la partecipazione dell’istituto superiore Pomilio e del Comprensivo 2 e di numerose associazioni: “I colori del territorio” di Spoltore; “Porte aperte” di Vacri; “Danzare di gioia”; Coro “Contralto” di Tornareccio; “Fontevecchia” di Spoltore; Coro “Abruzze Me” di Ripa Teatina e dei musicisti Gianni Grifone e Christian Patriarca.
Il corteo festante parte alle ore 10,30 da piazza San Giustino, attraversa corso Marrucino e arriva alla villa comunale. Qui ci sarà un momento conviviale che concluderà la cerimonia. Alle 13 è prevista infatti una merenda campestre nei giardini della Villa. Il rito che conclude i festeggiamenti è invece la bruciatura del fantoccio del Majo.
«La festa del Majo, o Calendimaggio», spiegano gli organizzatori, «che viene riproposta in città da oltre un decennio, voleva anticamente celebrare il trionfo della primavera e propiziare un abbondante raccolto. La festa traeva origine dalle Floralia, riti pagani che prevedevano offerte di latte e miele recate da giovani con abiti dai colori vivaci rituale che verrà riproposto grazie agli studenti dell’istituto superiore Pomilio. La società agro-pastorale della nostra regione ha raccolto questa eredità e in alcune località queste tradizioni vengono ancora rappresentate. È una festa della natura», concludono gli organizzatori, «che rinasce in armonia con l’uomo». Il corteo festoso è composto da gruppi di uomini e donne in abito tradizionale arricchito con nastrini colorati che rappresentano i germogli della nuova stagione, recano in braccio fasci di fiori raccolti nei propri giardini, in testa un cappello di paglia anch’esso fiorito. Non mancano ragazzi vestiti con tunica e con offerte in mano: uno di loro impersona il Majo indossando un cappello conico ricoperto di fiori.
Oltre ai canti e balli tradizionali, verrà eseguito il ballo del palo intrecciato, rito propiziatorio, dalla cui riuscita dipendeva l’andamento della natura e dei raccolti.
Lo stesso significato propiziatorio ha anche il rito della bruciatura del fantoccio del Majo, le cui ceneri anticamente venivano sparse nei campi per fertilizzarli. (a.i.)
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