Festa della Repubblica Il papà di Razzi tra i dodici premiati

Gli stand delle forze dell’ordine “presi d’assalto” dai teatini Medaglia all’ispettore Gabriele Miccoli che salvò un giovane
CHIETI. L’atmosfera della festa si avverte già all’inizio di corso Marrucino dove campeggiano gli stand delle Forze armate tra mezzi militari e depliant informativi. Anche le vetrine dei negozi fanno l’occhiolino ai passanti complici delle celebrazioni per il 69esimo anniversario della fondazione della Repubblica: oltre ai vestiti in vendita spiccano le alte uniformi dell’Arma dei carabinieri e le divise «datate» della Polizia di Stato. I più interessati sono i bambini che si fermano a guardare, che indicano con le manine moto super potenti e tute d’assalto. Ma lo stand più gettonato è quello allestito dalla Polizia penitenziaria che regala ai piccoli passanti bandierine tricolore, palloncini e palloni colorati. Gli adulti, invece, restano ammaliati dal mitico Vtlm Lince, il mezzo super blindato utilizzato nelle missioni di pace dall’Esercito italiano. Quello in mostra è in «pensione», spiega il militare addetto alle informazioni «questo veicolo tattico leggero multi ruolo ha lavorato fino a qualche anno fa nella missione in Afghanistan». In tanti non resistono e partono a raffica i selfie. I più temerari chiedono di salire a bordo e si fanno scattare foto da amici e familiari. Poco più avanti a rubare la scena sono i mezzi d’epoca dei vigili del fuoco. La carrozzeria rosso fiammeggiante della macchina e dell’autoscala incanta adulti e bambini. Sono le 10 e alla villa comunale sono appena iniziate le celebrazioni istituzionali.Di fronte al Monumento ai caduti c’è il gazebo che ripara dal sole militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche, sindaci e parenti dei deportati pronti a ritirare le medaglie assegnate ai loro cari ormai defunti. In prima fila il prefetto Fulvio Rocco De Marinis e il vescovo di Ortona-Lanciano Emidio Cipollone. Dopo gli onori alla bandiera italiana, ai gonfaloni dei Comuni e la deposizione della corona d’alloro ai piedi del Monumento ai caduti la cerimonia entra nel vivo con la consegna della medaglia d’Onore agli internati nei campi nazisti: Cataldo Andreacola, Paolo Andreacola, Zaccaria Blasone, Beniamino D’Astolfo, Florindo Firmani, Luigi Firmani, Cesare Flacco,Giuseppe Legnini, Camillo Profeta e Domenico D’Addario. La medaglia nd’onore va anche a Pantaleone Razzi, padre del senatore Antonio. A ritirare il premio la nuora, moglie del senatore, Maria Jesus Fernandez. Il Diploma di benemerenza al valor civile, concesso dalla Fondazione Carnegie, viene consegnato all’ispettore capo di polizia Gabriele Miccoli, in forza alla squadra mobiole della questura di Chieti. Il 26 dicembre del 2013 ha salvato, a Torrevecchia Teatina, un uomo di 33 anni di Chieti rimasto intrappolato nella sua auto in seguito a un incidente stradale. Non era in servizio, ma vedendo il giovane in difficoltà non ha esitato a prestargli soccorso. Lo ha estratto dalle lamiere e ha atteso l’arrivo del 118. Occhi chiari, sorriso aperto, l’ispettore Miccoli ritira il suo premio e torna a sedersi al suo posto. Quando chiedo se si sente un eroe risponde con gentilezza, ma è lapidario: «Io un eroe? Assolutamente no. Sono una persona normale», poi aggiunge con un velo di orgoglio «vesto la divisa da 33 anni...». E crede profondamente nei valori che rappresenta. La cerimonia è finita, ma la villa comunale è ancora un brulicare di civili e militari. Volti sereni e sorridenti, lontani anni luce dagli orrori della guerra.

