Festa rosa sulle strade della Maiella

Poco pubblico in quota dopo la chiusura delle strade: la vera folla è nei paesi
CHIETI. Motociclisti e automobilisti a seguito del Giro d’Italia con gli arrosticini in mano. Agitati in aria per salutare i tifosi a bordo strada. Tanti si sono radunati nei paesi per festeggiare la corsa rosa. In pochi, invece, sono riusciti a salire in quota, al traguardo di tappa. Statale 614 e Provinciale 220 sono state chiuse dalle 22 di sabato a causa della mancanza di parcheggi in quota. Tanti i tifosi rimasti delusi. Quelli del campione teatino Giulio Ciccone, ieri in giornata no, non hanno fatto mancare la loro presenza. Il presidente della Regione Marco Marsilio, presente sul traguardo di Pretoro, ha manifestato l’intenzione di confrontarsi con il prefetto Armando Forgione sulla scelta di chiudere la strada in anticipo. Il questore Francesco De Cicco ha predisposto un servizio volto a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica con il personale della questura, della Stradale, del 14° Reparto mobile di Senigallia, di carabinieri, Finanza e dell’11° Reparto volo della polizia di Pescara. Se in quota c’era poco pubblico, nei paesi invece è stata festa vera. A partire dallo stesso Pretoro dove il sindaco Diego Giangiulli ha fatto di tutto per ospitare i tanti tifosi. A Filetto il primo degli abruzzesi a tagliare il traguardo volante di piazza San Giacomo è stato Dario Cataldo. L’inedita iniziativa filettese del premio al primo degli abruzzesi ha suscitato qualche polemica tra chi non ha gradito l’idea di regalare una pecora al vincitore. Emidio Cavalieri, componente del comitato organizzatore dell’iniziativa, alle «gratuite e rare critiche» ha risposto sottolineando “l’aspetto goliardico del premio assegnato, che non si riferisce assolutamente ad animali vivi. Eventualmente il premio verrà corrisposto sotto forma di una cena al ristorante Civico 53 di Francavilla. Ai vari sacerdoti del gratuito politicamente corretto, ribadiamo che tutti gli arrosticini cordialmente e amichevolmente offerti alla carovana non sono stati prodotti da pecore suicide e, come qualcuno dice, con gli occhi dolci». (a.i.)

