Feste in casa, una raffica di multe Il prefetto: fenomeno allarmante

5 Marzo 2021

Blitz dei carabinieri allo Scalo: sanzionati 8 studenti. Loro si giustificano: «Abbiamo già avuto il Covid» Forgione: mi spaventa che a non rispettare le regole siano gli universitari, previsti ancora più controlli

CHIETI. «Noi abbiamo già avuto il Covid». Quando nell’appartamento di viale Benedetto Croce sono entrati i carabinieri, otto studenti universitari che stavano partecipando a una festa hanno provato a giustificarsi così per evitare la sanzione. Ma tutti sono stati multati dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, agli ordini della tenente Maria Di Lena, per non aver rispettato il divieto di fare visita ad amici e parenti e l’obbligo di rimanere in casa dalle dieci di sera alle cinque del mattino. Già nei giorni scorsi, le forze dell’ordine avevano interrotto cene allargate e compleanni con tanto di fuochi d’artificio, organizzati calpestando ogni regola della zona rossa.
IL PREFETTO «Sono preoccupato perché quello delle feste abusive è un fenomeno in espansione, nonostante i nostri appelli», dice il prefetto Armando Forgione. «È ormai diventato un fatto culturale: non si possono ignorare evidenze scientifiche e statistiche che dicono che il contagio sta aumentando. Eppure continuano ad esserci persone che, imperterrite, fanno ciò che è vietato. E mi spaventa il fatto che spesso si tratta di studenti universitari, ovvero coloro che, più degli altri, dovrebbero capire la gravità della situazione. Ancor di più adesso, perché la diffusione del virus tra i giovani è maggiormente marcata rispetto ad altre fasce d’età».
TOLLERANZA ZERO Sarà ancora tolleranza zero: «Continueremo a punire con severità i trasgressori. Chieti e gli altri centri dell’area metropolitana, dove è scattato circa l’80% delle contravvenzioni dell’intera provincia, saranno oggetto di controlli ancora più serrati: il concetto è stato ribadito anche nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. E non escludo controlli straordinari del territorio, come è già successo nelle settimane passate. L’aspetto positivo è che i cittadini stanno continuando a collaborare, segnalando chi non rispetta le regole alle forze dell’ordine: la paura di essere contagiati è forte. Io continuo a ripetere che bisogna prendere coscienza del virus, più che esserne terrorizzati. Ma gli appelli, come dimostrano anche gli ultimi episodi, sono andati a vuoto».
LA SEGNALAZIONE Due notti fa, una residente di viale Benedetto Croce ha telefonato al 112 per lamentarsi degli schiamazzi che arrivavano da un appartamento al quarto piano di un palazzo. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, grida e risate si sentivano chiaramente già dalla strada. Mezzanotte era passata da un po’.
IL BLITZ Ad aprire la porta ai militari è stata la legittima inquilina, una studentessa salentina di 22 anni che ha cercato di far finta di niente. Dietro di lei, però, c’è stato un fuggi fuggi generale di giovani che cercavano di nascondersi, chi sul balcone e chi nelle altre stanze dell’appartamento. Così sono stati identificati quattro ragazzi e altre tre ragazze, di età compresa tra 20 e 31 anni, provenienti da Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. Davanti a vino, birra e quello che restava della cena, il gruppo di amici non ha potuto fare altro che ammettere che si trattava di una festa. «Volevamo solo trascorrere una serata in compagnia», ha tentato di minimizzare la 22enne. «Abbiamo deciso di riunirci perché, qualche mese fa, siamo già stati tutti positivi al Covid». La serata è finita con otto verbali da 400 euro ciascuno e l’ordine di interrompere immediatamente la festa.
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