«Feste senza soldi, Di Biase ci prende in giro»

Eventi scalini: dura lettera del comitato ChietiscaloNoi contro l’assessore delegato al commercio
CHIETI. L’annuncio del raddoppio dei fondi per le feste scaline non soddisfa il comitato ChietiscaloNoi coordinato da Camillo Carapelle, che scrive una dura lettera aperta all’assessore comunale al commercio Carla Di Biase. Il fatto che si sia passati dal contributo comunale di 5mila euro a uno di 10mila euro grazie a sponsor privati per il comitato non cambia nulla: «Cosa si può fare con 10mila euro? Nulla ovviamente», scrive il comitato nella lettera aperta. «Le sue esternazioni», continua rivolgendosi all’assessore, «assumono i connotati di un insulto all’intelligenza dei lettori e cittadini, poiché affermare di aver raddoppiato un contributo già di per sé insufficiente con uno altrettanto inadeguato non può che essere definito tale».
La Di Biase ha ricordato di essere residente allo Scalo e particolarmente legata a quella parte della città, ma anche quest’affermazione viene aspramente criticata dal comitato: «Sarebbe opportuno che lei non sbandierasse a comando la sua appartenenza alla parte bassa della città», si legge nella lettera, «prima che questo comitato le ricordasse da dove viene, non mi sembra che la “provenienza” e il “legame” le interessassero molto. Infatti l’impegno e i risultati da lei ottenuti per Chieti Scalo sono stati pari a zero».
Ovviamente a questo punto viene anche rigettata la proposta dell’assessore di raccogliere soldi per migliorare l’organizzazione delle feste: «Mi chiedo se stesse scherzando o fosse seria», commenta a riguardo il comitato, «nel primo caso ci sarebbe poco da fare battute, nel secondo, ancora più grave, mi farebbe sorgere il dubbio che lei non capisca. Anzi sicuramente non capisce. Non capisce, cioè, che il nostro comitato, che riunisce un gruppo di volenterosi cittadini di una parte della città strozzata dal degrado, dalla sporcizia e dal menefreghismo più totale di questa fallimentare amministrazione comunale, non è un comitato feste. Esso non è tenuto a fare alcuna raccolta fondi».
La lettera si chiude con la richiesta di un incontro: «La invito a un incontro pubblico presso la delegazione comunale di piazza Carafa. Il quando sarà a sua libera scelta».

