Fi e Udc escono dall’aula e salvano la Di Biase

CHIETI. Respinto l’ordine del giorno di sfiducia contro l’assessore al commercio Carla Di Biase presentato in consiglio comunale dal capogruppo dell’Altra Chieti, Enrico Raimondi. Durante la...
CHIETI. Respinto l’ordine del giorno di sfiducia contro l’assessore al commercio Carla Di Biase presentato in consiglio comunale dal capogruppo dell’Altra Chieti, Enrico Raimondi. Durante la discussione sull'operato della Di Biase, i consiglieri di maggioranza di Fi-Udc escono in blocco dall’aula e alla votazione finale non partecipano. Un asse tra le due forze politiche già svelato dalle liste presentate per correre alle elezioni provinciali del prossimo 8 gennaio. Infine l’esito: 8 i favorevoli, 9 i contrari con un astenuto. Determinante il voto del sindaco Umberto Di Primio che non si astiene dalla votazione, ricordando ai consiglieri di maggioranza, tra i corridoi del palazzo della Provincia, le sue dimissioni in caso di un loro voto favorevole.
Insomma, per un sol voto, visto il numero dei presenti rimasti, l’assessore al commercio non viene sfiduciato. E gli 8 fedelissimi del primo cittadino, così, riescono a salvare capre e cavoli. Commenta a caldo Raimondi: «I banchi della maggioranza di centrodestra durante la discussione sull’attività del settore commercio ed attività produttive del Comune erano semivuoti. Non hanno avuto il coraggio di dire se l’assessore deve rimanere oppure no». Una discussione incentrata sulle «motivazioni politiche dell’ordine del giorno», spiega il capogruppo dell’Altra Chieti. «Il settore commercio ha bisogno di un rilancio, di più prospettiva. Visto anche che la Confcommercio ha già chiesto lo stato di calamità». Di Primio ribatte con una lunga lista di eventi e di manifestazioni svolte negli ultimi mesi in città, per iniziativa della Di Biase e non solo: «Non ho capito se l’odg si riferisce all’assessore Antonio Viola o a Carla Di Biase», dice Di Primio, «si fa riferimento a questioni che non sono di competenza dell’assessore al commercio».
Dura la linea di Fi-Udc: «La scelta di uscire dall’aula durante la discussione dell’odg rappresenta una situazione di malessere all’interno della maggioranza», dicono dai gruppi, «dovuta a una mancata condivisione e coinvolgimento nelle scelte amministrative». E infine concludono gli esponenti: «per questo è opportuno correggere l’azione amministrativa tramite una verifica programmatica, come già discusso nella riunione di lunedì con Forza Italia». Così l’assessore Mario Colantonio: «A questo punto è possibile che la prossima mozione di sfiducia sia rivolta contro di me».
Nel frattempo vengono approvate le delibere di riconoscimento, accertamento e finanziamento di debiti fuori bilancio pari a circa 4 milioni di euro. E per coprire interamente le spese, a diminuire saranno anche le risorse stanziate per l’adeguamento sismico delle scuole. Le opposizioni hanno già annunciato ricorso al Tar.

