Fiaccole per Letizia e Laura

18 Aprile 2017

Stasera il corteo, ma il gip dà una chance a Marfisi: «Può essere stato provocato»

CHIETI E ORTONA. Ortona scende in piazza per dire no al doppio femminicidio ma il giudice dà una chance a all’assassino. Chiede alla procura di «valutare anche la plausibilità della provocazione e del movente della gelosia, che potrebbero integrare autonome attenuanti, da bilanciare con le aggravanti». Così scrive il gip, Luca De Ninis, nella penultima pagina dell’ordinanza di custodia cautelare firmata sabato pomeriggio nei confronti di Francesco Marfisi, il 50enne di Ortona che il 13 aprile, giovedì Santo, ha massacrato di pugnalate la moglie, Letizia Primiterra, di 47 anni, e l’amica Laura Pezzella, di 33, perché «le riteneva amanti e», aggiunge l’accusa, «lo dileggiavano». Ma il giudice va anche oltre. Con un atto di garantismo, De Ninis chiede al pm Giancarlo Ciani di svolgere «ulteriori indagini sulla condizione psichica» dell’assassino. Provocazione e perizia psichiatrica possono così evitare l’ergastolo a Marfisi che, se questa linea dovesse passare, potrebbe essere condannato a una pena inferiore ai trent’anni di reclusione. L’elemento che porta il giudice ad approfondire il ventaglio delle attenuanti, che possano bilanciare l’aggravate della premeditazione, parte da un regalo che il marito assassino fa alla moglie 24 ore prima del duplice delitto, quindi il 12 aprile scorso, che è il giorno del 47esimo compleanno di Letizia. Da un lato, procura e gip scrivono che «la morbosa gelosia nasce nella mente di Marfisi dopo la confessione della moglie, avvenuta cinque mesi prima, di avere una relazione omossessuale con Laura». Ma poi aggiungono che il marito avrebbe «perdonato la moglie a condizione che interrompesse la relazione». E il perdono si stava concretizzando nel giorno del compleanno di lei quando Marfisi regala alla moglie un frigorifero e poi va nel bar “G141” di Ortona per farle gli auguri. Ma trova Letizia con l’amica. «La moglie», scrivono pm e giudice, «aveva invece proseguito la relazione, rendendola pubblica. E le due donne avevano addirittura iniziato ad offenderlo in pubblico». Come? «Dileggiandolo e chiamandolo “cucco”». Letizia peraltro gli svela «di aver avuto, proprio nel giorno del compleanno, un rapporto sessuale con Laura». Questo ipotizza l’accusa. E anche se tutto si basa essenzialmente sulle dichiarazioni del marito reoconfesso, il gip chiede di scandagliare la sussistenza della provocazione. Che si traduce nella parola “attenuante” per l’assassino. La cui volontà omicida sarà capita solo oggi e domani grazie alle autopsie sulle due donne che, oltre al numero complessivo della pugnalate, superiore a 33, deve stabilire profondità dei fendenti e organi vitali raggiunti. Ortona intanto si ritrova oggi, alle 21, in piazza San Giuseppe, per ricordare le due vittime della furia omicida. La parrocchia di San Giuseppe, quartiere dove è stata uccisa Letizia Primiterra, ha organizzato una fiaccolata. «Un modo per ribadire il sì alla vita di ogni essere umano, in memoria di Letizia e Laura», dicono gli organizzatori. Sconvolta e incredula per quanto accaduto, la città si sta movimentando per prendere parte all'appuntamento. La marcia con le candele in mano - che verranno messe a disposizione dalla parrocchia - inizierà dalla piazza per poi dirigersi verso il luogo della tragedia che ha scosso tutta la città. Si sosterà in silenzio in via Zara, teatro del primo dei due omicidi, poi si proseguirà lungo Corso Vittorio Emanuele per terminare la fiaccolata in piazza San Tommaso. E’ un’iniziativa profondamente simbolica, alla quale è attesa la partecipazione di un numero importante di persone che avranno modo di manifestare la propria vicinanza ai familiari delle due vittime. Neppure il maltempo fermerà il corteo. In caso di pioggia è prevista una veglia nella chiesa di San Giuseppe, sempre a partire dalle 21.