Fiera, ecco Di Fonzo per la presidenza: ora la scelta a Paolini

L’ex assessore regionale “suggerito” da FdI al sindaco Ma va ancora risolta la questione del rimpasto in giunta
LANCIANO. È Donato Di Fonzo, ex assessore regionale ed ex presidente del consiglio comunale, il candidato suggerito al sindaco Filippo Paolini dal partito di maggioranza, Fratelli d'Italia, per ricoprire il ruolo di presidente di Lancianofiera. Dalle dimissioni dell'ormai ex presidente Donato Di Campli, che ha scelto di candidarsi per il consiglio regionale alle elezioni del 10 marzo 2024 per la Lega, è ripartito il cosiddetto toto-Fiera alla ricerca di un nuovo vertice per l'ente regionale che spesso diventa un buon trampolino di lancio per ricoprire incarichi politici e amministrativi. E difatti la partecipazione al bando di manifestazione di interesse di due anni fa era stata massiccia, con ben 21 candidati da parte di ogni schieramento. La scelta, di natura fiduciaria da parte del sindaco, scatenò un vero braccio di ferro tra i due maggiori partiti di maggioranza, Fratelli d'Italia e Lega, e da allora la situazione non è cambiata. Anzi, a seguito della fuoriuscita dalla Lega, nelle scorse settimane, dell'assessore regionale Nicola Campitelli, anch'egli candidato, ma questa volta con Fratelli d'Italia, il clima è diventato ancora più incandescente.
E Fratelli d'Italia torna a battere i pugni. Per Lancianofiera non riuscì il tentativo di insediare l'avvocato e dirigente sportivo Antonella Troiano e il sindaco le preferì Di Campli, che all'epoca non possedeva tessere di partito, ma questa volta Fdi è tornata all'attacco, certa di un risultato. Dopo la mozione della minoranza consiliare che ha chiesto a Paolini il rispetto del regolamento per la nomina di rappresentanti del Comune in altri enti, e dopo le dimissioni anche da componente del Cda della Fiera da parte di Di Campli, Paolini è a un bivio: deve tornare a scegliere. Ma quella di un nuovo presidente di Lancianofiera non sarà l'unica decisione da prendere, visto che in maggioranza si è formato un gruppo misto con i fuoriusciti della Lega e che più volte gran parte della squadra di governo ha chiesto al sindaco un rimpasto di giunta. Ma a Palazzo di città tutto tace. La sensazione è quella che si continuerà a non decidere fino alle elezioni di marzo. Resta da vedere se i partiti, impegnati in una difficile campagna elettorale, staranno anch'essi ad aspettare.
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