Figli di coppie gay, sì in consiglio Ma la maggioranza si è spaccata

8 Agosto 2023

Svolta in aula: approvato il provvedimento per tutelare i diritti dei minori senza i voti del polo civico Ferrara: «È un gesto di civiltà». Passa anche l’intitolazione dell’ufficio di presidenza a Nilde Iotti

CHIETI. L’iscrizione all’anagrafe dei figli di due mamme o di due papà, indicando sull’atto di nascita il nome di entrambi i genitori, con tutti i diritti che ne conseguono, a Chieti può diventare realtà. La mozione che allinea il capoluogo teatino a città come Milano, Roma o Bologna, presentata dai consiglieri Paride Paci (Partito democratico) ed Edoardo Raimondi (Liberi a sinistra) e sostenuta dal sindaco Diego Ferrara, è stata approvata ieri in consiglio comunale senza i voti del polo civico. Passano anche all’unanimità il regolamento per il registro sulla bigenitorialità, su proposta della capogruppo di Azione politica Serena Pompilio, e l’ordine del giorno per intitolare l’ufficio di presidenza del Comune a Nilde Iotti, prima donna a presiedere la Camera dei deputati e madre costituente, fortemente voluto da Barbara Di Roberto del gruppo misto con il sostegno di Carla Di Biase (Fratelli d’Italia) e Alberta Giannini (La sinistra con Diego).
Il provvedimento più dibattuto, ossia l’atto di indirizzo sulle registrazioni anagrafiche delle famiglie omogenitoriali che già da alcuni giorni aveva creato una frattura in maggioranza, è riuscito a passare in aula in seconda convocazione (dopo la seduta del 2 agosto scorso). Ai 13 rappresentanti dei partiti di maggioranza (Pd, Chieti per Chieti, M5s, Sinistra con Diego, Liberi a sinistra e il gruppo misto) si è unito a sorpresa anche Giampiero Riccardo di Chieti Viva, che ha preferito sganciarsi dalla linea dell’intergruppo e del resto della minoranza. Se l’opposizione si è schierata per il no con 9 preferenze, i 6 consiglieri eletti con le liste Chi ama Chieti e Chieti c’è hanno preferito invece sfilarsi dopo aver incassato la bocciatura alla richiesta di sospendere il provvedimento (presentata da Vincenzo Ginefra). L’astensione dei civici segna ancora una volta la spaccatura all’interno della coalizione del primo cittadino, il quale è invece intervenuto per sostenere in maniera decisa le ragioni dei minori nati da coppie gay, ragioni inserite anche nelle linee di mandato. «Sono contrario alla maternità surrogata e al cosiddetto utero in affitto», ha ribadito Ferrara, «ma qui non stiamo facendo dibattiti ideologici. Vogliamo introdurre delle tutele per i bambini già nati che diversamente si vedrebbero negare diritti civili universali».
La mozione a tutela delle cosiddette famiglie arcobaleno si inserisce nella campagna nazionale “Caro sindaco trascrivi” promossa a livello locale dalle amministrazioni per colmare un vuoto normativo anche a seguito di sentenze favorevoli della Cassazione e circolari del ministero dell’Interno che invece vanno in direzione contraria. «Chiediamo al sindaco e alla giunta di promuovere azioni presso il Governo e il Parlamento per giungere all’emanazione di una legge che disciplini i diritti dei figli di coppie omogenitoriali», spiegano Paci e Raimondi. «Nel testo si sollecita il sindaco a continuare a trascrivere all’anagrafe i figli di coppie omogenitoriali. Sono esattamente questi gli obiettivi che volevamo fossero portati avanti, attraverso questa mozione e il supporto alla campagna nazionale promossa da +Europa e Radicali. Sulla pelle dei bambini e delle famiglie non deve essere giocata alcuna sporca partita ideologica. È importante assicurare le tutele anche nei Comuni. Ci auguriamo che sia solo un altro piccolo passo verso una diffusa approvazione della mozione in tutta Italia e che presto la mozione possa trasformarsi in legge. Il consiglio comunale, oggi, ha fatto la sua parte. Nessuno deve tirarsi indietro nella tutela dei diritti civili e sociali delle persone», concludono i due consiglieri.
Soddisfatta anche Serena Pompilio per la risposta unanime al regolamento pensato per i figli di genitori separati o divorziati che possono legare così il proprio domicilio a quello dei minori «garantendo, di fatto, una vera condivisione a quelle che sono le scelte sui figli», spiega la consigliera parlando di «un gesto di civiltà e di emancipazione» nei confronti dell’iniziativa promossa dall’attivista teatino Rolando Conti. Sulla parità di genere è intervenuta infine Di Roberto che, nel ribadire la soddisfazione per l’intitolazione dell’ufficio di presidenza a Iotti, atto votato «convintamente» anche dal polo civico, non ha risparmiato una stoccata al presidente del consiglio comunale Luigi Febo che, a suo dire, «non ha speso una parola per sostenere questa iniziativa nonostante il tema della parità riguardi tutti, sia uomini che donne, affrettandosi invece a sostenere l’intitolazione a Marchionne».
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