Figli di genitori dello stesso sesso «Sì all’iscrizione all’anagrafe»

24 Luglio 2023

Arriva in consiglio la mozione per registrare sugli atti di nascita i nomi di entrambi i papà o le mamme Il sindaco Ferrara è pronto a recepire il provvedimento. Paci e Raimondi: «È una battaglia di civiltà»

CHIETI. Chieti come Milano, Roma, Napoli e Bologna per il riconoscimento dei figli di coppie dello stesso sesso. Arriva oggi in consiglio comunale la mozione che invita il sindaco Diego Ferrara a procedere con le registrazioni anagrafiche dei bambini di famiglie omogenitoriali, nati a seguito di tecniche di procreazione assistita all’estero, presentata dai consiglieri Paride Paci del Partito democratico ed Edoardo Raimondi di Liberi a sinistra, sostenuta dallo stesso primo cittadino.
In Italia, a fronte di un vuoto normativo e giurisprudenziale, sono diverse le città che riconoscono la possibilità di indicare sul certificato di nascita rilasciato dalle anagrafi comunali i nomi di entrambi i genitori, anche se si tratta di due madri o due padri. Il tutto nonostante la stretta della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il dibattito è in corso e chiama in causa la tutela dei diritti civili dei minori e l’esigenza di non generare discriminazioni sui temi dell’educazione, dell’istruzione, del mantenimento e della successione. Al punto che, dopo alcune sentenze della Cassazione e la decisione della procura di Padova di cancellare gli atti di nascita dei bambini figli di donne omosessuali venuti alla luce tramite fecondazione eterologa, adesso anche l’Europa punta a un regolamento unico di filiazione per assicurare il riconoscimento delle prerogative dei minori su tutto il territorio comunitario, indipendentemente dal concepimento. Chieti, forte della grande partecipazione trasversale all’Abruzzo Pride, circa un mese fa, punta ad allargare la sfera dei diritti e ad allinearsi alle grandi città italiane dove sono consentite le registrazioni anagrafiche dei figli di coppie omogenitoriali.
«Da oggi, ancora più di prima, è importante farsi carico di portare avanti politicamente questa battaglia», spiegano Paci e Raimondi, i due consiglieri che hanno firmato la mozione che sarà messa ai voti oggi, durante la seduta del consiglio comunale in programma a partire dalle ore 17. L’obiettivo è di «seguire con la massima attenzione ogni sviluppo, normativo e giudiziario, di questa complessa vicenda, per essere pronti cogliere ogni opportunità concreta affinché continui il cammino di riconoscimento dei diritti di tutte e tutti». Il riferimento è allo stop alla registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali avvenuto a Milano con una circolare della prefettura e su indicazione del ministero dell’Interno, misura che per i due consiglieri «rappresenta un passo indietro evidente dal punto di vista politico e sociale». «Dovrebbe essere il legislatore», aggiungono Paci e Raimondi, «a consentire con legge, come avviene in altri Paesi anche europei, la registrazione del figlio di una coppia dello stesso sesso a prescindere dal più oneroso e a oggi davvero travagliato procedimento dell’adozione».
A sostenere la richiesta anche il sindaco, che si dice pronto a recepire la mozione: «Sono contrario al cosiddetto “utero in affitto” in tutti i casi. Ma il figlio di una coppia omogenitoriale può sicuramente appartenere biologicamente a uno dei partner, in un caso e/o nell’altro», è il commento di Ferrara. Il documento, in caso di accoglimento da parte del resto della maggioranza, prevede che sugli atti di nascita dei bambini di coppie dello stesso sesso si indichi il nome dei due partner o meglio di «entrambe le persone che si sono consapevolmente assunte la responsabilità della procreazione». Si sollecita inoltre il Parlamento a «discutere le proposte di legge in materia di stato giuridico volte a tutelare l’interesse del minore».
Durante l’assemblea di oggi sarà votata anche una mozione presentata dall’opposizione che riguarda «l’universalizzazione del divieto di ricorso alla surrogazione di maternità da parte del cittadino italiano» presentata dal consigliere Mario Colantonio (Lega) e, come ultimo punto all’ordine del giorno, il regolamento per la tutela del registro della bigenitorialità.
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