Lanciano

Figli sottratti al padre di Fortuna, parlano gli avvocati: "La madre non è tossicodipendente"

21 Settembre 2026

La Procura della Repubblica dell'Aquila chiede la convalida del collocamento in comunità, ecco tutti i dettagli

LANCIANO. "Sulla madre dei bambini portati via a Lanciano è necessario fare chiarezza soprattutto per rispetto della sua dignità e per evitare che immagini trasmesse in televisione vengano utilizzate per costruire una rappresentazione completamente falsa della sua persona: la compagna di Pietro Loffredo non è una tossicodipendente". Lo dichiarano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Pietro Loffredo, padre di Fortuna Loffredo, e di Giovanna Orta, a cui i servizi sociali di Lanciano hanno sottratto i tre figli di 7, 4 e 2 anni, lo scorso 17 settembre. Secondo quanto si è appreso, inoltre, il sostituto procuratore presso il tribunale dei minorenni dell' Aquila ha chiesto al giudice di convalidare il provvedimento di collocamento dei piccoli in una comunità.

"L'aspetto dei suoi denti - spiegano i due avvocati - mostrato e commentato attraverso le immagini televisive, non è la conseguenza dell'uso di sostanze stupefacenti, ma è riconducibile a patologie gravi tra cui una importante osteoporosi e una severa parodontite, condizioni che hanno inciso pesantemente sulla salute del cavo orale e sulla dentatura. Non è quindi accettabile i social trasformino una condizione patologica in un marchio sociale, lasciando intendere, che una madre sia una drogata senza che ciò corrisponda alla realtà".

"Quando sono coinvolti dei minori e una famiglia sottoposta a un procedimento particolarmente delicato - aggiungono i due professionisti - è fondamentale che ogni valutazione venga effettuata sulla base di atti, relazioni sanitarie ed elementi concreti e non sull'apparenza fisica o su interpretazioni televisive. La sofferenza di una persona malata non può diventare una prova contro di lei". "Per questo chiediamo che venga rispettata la verità dei fatti e, soprattutto, la dignità della madre di questi bambini evitando che una patologia venga scambiata per qualcosa che non è", concludono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani.

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