Filetto, colpo al tabacchino: "Rapinato in quindici secondi"

Parla Ireneo Pompeo, il tabaccaio che si è ritrovato faccia a faccia con due banditi: avevano un bastone di ferro
FILETTO. «Uno dei due banditi aveva una sbarra di ferro. Me l’ha puntata sul labbro e mi ha spinto indietro. Quindi è venuto dietro al bancone mentre l’altro si è fermato sulla porta».
Ireneo Pompeo ha 31 anni, racconta al Centro i quindici secondi più brutti della sua vista. Lo hanno rapinato a Filetto mentre si apprestava a chiudere la sua tabaccheria. «Ora sto bene», dice con voce risollevata, «ho già ripreso a lavorare». Erano le 19,45 di venerdì scorso e nella tabaccheria non c’erano più clienti. Gli ultimi erano usciti poco prima, dopo aver scommesso al Vinci e Lotto. I due banditi entrano con il volto coperto e mettono a segno la rapina-lampo.
«E’ durata quindici secondi, non di più. Stavo sistemando gli scontrini del Vinci e Lotto quando uno dei due mi ha puntato la sbarra di ferro al volto ed ha pronunciato una frase in italiano: “Non ti preoccupare, li mettiamo a posto noi”». Il giovane tabaccaio fa mente locale e descrive com’erano travisati i suoi rapinatori: «Avevano occhiali scuri, cappuccio calato in testa e una sciarpa. Non erano stranieri, forse sono della zona ma non ho alcun sospetto. Per fortuna che non mi hanno colpito con quella mazza, ho solo un piccolo taglio al labbro per il quale mi hanno dato tre giorni di prognosi. Ma le dico che se invece di due fosse stato solo un rapinatore avrei certamente reagito. L’avrei affrontato e cacciato dalla tabaccheria»Il bandito armato di sbarra sembrava sapere bene ciò che cercava. «Ha preso lo scatolone pieno di sigarette che avevo prelevato il giorno prima, quindi ha prelevato le stecche che custodisco sotto il bancone e infine, in pochissimo tempo, ha arraffato anche i soldi delle scommesse del Vinci e Lotto, cioè tre giorni di incassi. In totale mi hanno rapinato tremila euro».
Ma è possibile che in quel momento non ci fosse alcun testimone che poteva aiutare il tabaccaio? «E’ incredibile ma vero. I clienti erano usciti pochi minuti prima per andare ad una cena con amici e fuori dal mio locale non c’era un’anima», risponde Pompeo. Nessuno ha assistito alla rapina, nessuno quindi è intervento, nel paese di mille anime tra Orsogna e Guardiagrele. Ma il tabaccaio ha fatto in tempo a veder fuggire i due complici su una vecchia utilitaria scura. «Era una Fiat Uno oppure una Tipo. Sono scappati a luci spente. Ma un testimone aveva già visto quella vecchia auto girare in paese giovedì».
Il testimone è una donna che ha notato movimenti sospetti in paese il giorno prima della rapina-lampo quando i due banditi devono aver studiato il posto ed i movimenti di quella che, venerdì sera, sarebbe diventata la loro vittima. Ma adesso come si sente, ha superato la paura, ed ha qualche sospetto sui due banditi? «Adesso sto bene», ripete Ireneo Pompeo, «ho superato lo spavento ma non ho sospetti anche se quei due sono certamente italiani e conoscono bene Filetto».(g.l.)

