Filetto riabbraccia lo scrittore Giardinelli

Cerimonia per l’italoargentino Mempo originario del paese del quale è cittadino onorario dal 2003
FILETTO. In una serata traboccante di emozione, Filetto ha accolto mercoledì scorso Mempo Giardinelli, scrittore e giornalista argentino di origini filettesi che del paese è cittadino onorario dal 2003. Oltre a tanti residenti, ad abbracciare Giardinelli c'erano il sindaco Rocco Di Nanno, il presidente della Pro Loco Stefano Di Rado e il suo amico Dino Viani, regista.
Belle e piene di sincerità le parole del sindaco che nel suo discorso di benvenuto ha rinnovato allo scrittore il piacere e l'onore di averlo in paese. Lo stesso ha fatto Stefano Di Rado, ribadendo il concetto di appartenenza e orgoglio per avere un concittadino così illustre.
«Io non so spiegare», ha detto Giardinelli nel suo breve intervento, «cosa accade dentro di me quando torno a Filetto, ma qui mi sento a casa, in questi posti ritrovo mio nonno, mio padre, la mia famiglia. Gli occhi non mi bastano mai, rimango incantato come un bambino felice. Le strade, le case, i volti gentili dei miei compaesani che mi vengono a salutare, sento che tutto mi appartiene. Per me è meglio di una medicina».
È stato “Sant'uffizio della memoria” (Elliot edizioni, traduzione in italiano di Pierpaolo Marchetti), il romanzo che lo ha consacrato nella storia della letteratura mondiale vincendo il prestigioso premio “Romulo Gallego”. «Un'avventura omerica», aggiunge il regista Viani, «in cui la stessa scrittura si fa viaggio, indagine, memoria, quella stessa memoria a cui ogni emigrato si aggrappa per non morire o, quanto meno, per morire di meno e lenire il dolore della lontananza dai luoghi natii. Siamo in Argentina nei primi del novecento e i personaggi disegnati sgorgano dalla penna, impetuosa, potente, di Giardinelli che con questo romanzo ha voluto chiudere un cerchio, riannodare i fili della sua storia e della sua origine».
Ecco un passaggio del libro: «Quando terminò la partita e i tre presunti fratelli si ritirarono, Miraglia chiese: “Italiano? “Italiano” fu la risposta, accompagnata dalla mano tesa. “Antonio Domeniconelle, vengo da Filetto, vicino Chieti”. Miraglia annuì con movimenti esagerati della testa. “Abruzzese”, disse, “bella regione l'Abruzzo, mi piace”».
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