Filippone piange don Antonio, oggi l’ultimo saluto nella sua chiesa

24 Gennaio 2024

CHIETI. È morto a 89 anni don Antonio Santarelli, vice parroco nella chiesa di San Camillo de Lellis, nel quartiere di Filippone. Nonostante la malattia, fino all’ultimo don Antonio ha cercato di...

CHIETI. È morto a 89 anni don Antonio Santarelli, vice parroco nella chiesa di San Camillo de Lellis, nel quartiere di Filippone. Nonostante la malattia, fino all’ultimo don Antonio ha cercato di essere presente in chiesa e celebrare le funzioni. Oggi, alle 11, si celebrano i funerali nella chiesa in cui per anni ha celebrato lui stesso messe e cerimonie. A sostenerlo e ad aiutarlo in questi anni c’era don Carlo Angelini. Sconvolto dalla notizia il popoloso quartiere di Filippone, molto affezionato al sacerdote che negli anni ha aiutato grandi e piccini ed è stato accanto ai malati. In tanti ricordano ancora il suono della sua voce che la domenica mattina canticchiava per le vie del quartiere e invitava i fedeli a partecipare alla messa.
Profondo conoscitore del latino e del greco antico, don Antonio era un sacerdote di estrema cultura. «Quando mi iscrissi alla prima media dovetti scegliere una materia facoltativa da studiare tra latino e applicazioni tecniche», ricorda con un post sui social Valeriano De Angelis, «scelsi il latino perché ero rimasto contagiato dal fascino delle pronunce latine di don Antonio». Sono tanti i messaggi di affetto, le condoglianze e i ricordi che in questi giorni i fedeli e chiunque lo ha conosciuto ha voluto raccontare. «Don Antonio con il calice e la patena, io con il messale tutti e due sull’altare con le spalle rivolte ai fedeli», ricorda ancora Valeriano, tornando indietro ai ricordi della sua infanzia, «da quel momento si accendeva la mia curiosità di ascoltare la celebrazione del rito in latino e di osservare la sua gestualità, parole che pronunciava in modo chiaro e distinto con voce non proprio sommessa, ma squillante hic est enim sanguinis mei, hoc est enim corpus meum».
Esprime condoglianze anche il sindaco Diego Ferrara che ha conosciuto don Antonio «nella chiesa del mio quartiere, San Francesco da Paola, per tanti anni», racconta il primo cittadino, «uomo schivo, di poche parole, ma gentile e affettuoso con tutti. Incarnava la figura del prete di quartiere, vicino alle famiglie, privo di fronzoli intellettualistici, concreto e diretto. Apprendo la notizia della sua morte non con dolore, perché so che adesso è nel modo dei giusti che più gli appartiene, ma con struggente malinconia dovuta al passare del tempo e al lascito spirituale da lui donatoci». Don Antonio lascia la sorella Maria Laura, le nipoti Alessandra e Chiara. (e.g.)