Filippone scende in strada: «Non toccate la farmacia»

29 Novembre 2018

Coro di no contro la vendita voluta dal sindaco. Domani la delibera torna in aula I residenti pronti a invadere il consiglio durante la seduta: «Siamo tutti contrari»

CHIETI. Dopo la protesta politica, parte quella popolare. A Filippone il quartiere dice no alla vendita della farmacia e si prepara a presidiare il consiglio comunale di domani quando la delibera voluta dal sindaco Umberto Di Primio tornerà per la seconda volta in aula, dopo la prima bocciatura. L’appuntamento è alle 8,15 davanti al Gran Caffè Filippone: per chi si farà trovare lì a quell’ora l’autobus per andare in centro sarà gratis. I biglietti verranno messi a disposizione da chi sta organizzando l’iniziativa, partendo dall’affissione dei manifesti che invitano i residenti del quartiere ad andare in consiglio.
«Non so se riesco ad andare in consiglio comunale, certo è che sono convinto che questa farmacia non deve essere venduta», dice Enzo Di Pasquale, residente a Filippone e utente della farmacia comunale. «Per me è un errore bello e buono che l’amministrazione, pur essendo in chiara difficoltà economica, dovrebbe trovare il modo di evitare».
«Io ho fatto il raffronto comprando farmaci anche da altre parti e ho visto che nella farmacia comunale risparmio oltre 5 euro ogni volta. E non è poco», aggiunge Antonietta Ricci, un’altra residente che dice no alla vendita. «E poi non bisogna dimenticare che le dottoresse sono gentilissime e ci aiutano in ogni modo», aggiunge Annamaria De Lio, «io spero che alla fine decidano di non vendere. Nel quartiere nessuno è d’accordo con questa operazione del Comune». Un intero quartiere contrario, dunque, con cui dovrà fare i conti al momento opportuno il sindaco Di Primio, in queste ore impegnato a cercare di ricucire gli strappi con i suoi consiglieri di maggioranza che al momento decisivo hanno deciso di voltargli le spalle. «Non è vendendo questa farmacia che il sindaco riuscirà a risolvere i problemi di bilancio», sostiene Alessandra Menichino, «e mettiamo pure che riesca a vendere entro quest’anno, cosa che ritengo oltremodo difficile, il prossimo anno cosa ci vendiamo? Questo è un quartiere popolare, qui attorno ci sono tante case parcheggio del Comune e case popolari Ater, non possono toglierci anche la farmacia comunale che ci viene in contro con una scontistica e con prezzi in genere sempre più bassi della altre farmacie».
«Per il quartiere questa farmacia è diventata un punto di riferimento sociale», aggiunge Gabriella Ranieri, «grazie alla competenza e alla disponibilità del personale, noi ci siamo trovati benissimo e non ne vogliamo fare a meno».
Insomma, a Filippone è un coro di no. In tanti temono che una volta venduta, oltre al rincaro dei prezzi dei medicinali, il nuovo proprietario potrebbe decidere di chiudere e riaprire da qualche altra parte, magari al Theate Center. Calerebbe il sipario così sulla prima farmacia comunale, nata nel 1978, che ha festeggiato proprio quest’anno i quarant’anni. Un compleanno difficile che l’amministrazione comunale ha tutta l’intenzione di far coincidere con la morte della prima municipalizzata teatina.
D’altronde, secondo il sindaco, o si vende la farmacia oppure il Comune va in dissesto. E dunque, di fronte a una situazione del genere, ci sarebbe davvero poco da scegliere.
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