Filmati al setaccio, il sindaco: cerchiamo ancora testimoni

VASTO. Proseguono le indagini per fare luce sull’incendio scoppiato domenica a Punta Aderci. Ad andare distrutti sono stati diversi chilometri di spiaggia fra Punta Penna e Libertini, ma anche la...
VASTO. Proseguono le indagini per fare luce sull’incendio scoppiato domenica a Punta Aderci. Ad andare distrutti sono stati diversi chilometri di spiaggia fra Punta Penna e Libertini, ma anche la passerella della riserva e l’area dunale sono state ridotte in cenere. E ora, dopo il video della protezione civile, spuntano fuori delle foto che confermano che l’incendio è partito alle spalle dei silos della Hagritanks: gli investigatori stanno esaminando foto e filmati che raccontano l’accaduto ma soprattutto i secondi che hanno preceduto l’inferno. I risultati delle indagini, le dichiarazioni dei testimoni e dei soccorritori, saranno consegnati alla Procura di Vasto che ha aperto un fascicolo in proposito.
I carabinieri forestali di Pescara stanno analizzando i reperti e riferiranno le risultanze tecniche al procuratore capo Giampiero Di Florio. Le indagini delle forze dell’ordine stanno proseguendo a 360 gradi senza escludere nessuna pista. Al momento non sono esclusi neppure collegamenti con l’incendio che l’8 agosto aveva già distrutto una parte del promontorio. «Non si può escludere nulla», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «che continua a confidare nella collaborazione di testimoni. Il fuoco il 30 agosto si è acceso poco dopo le 13.30 proprio durante la pausa pranzo, quando la vigilanza è allentata. La stessa cosa è accaduto l’8 agosto. Non sta a noi arrivare alle conclusioni», insiste il sindaco.
Ci sono coincidenze che l’autorità giudiziaria valuterà: «Speriamo», dice Menna, «che i filmati registrati dalle telecamere della videosorveglianza dell’azienda Puccioni abbiano ripreso chi c’era vicino al punto in cui si è accesa la prima fiammata che poi si è trasformata in un muro di fuoco che ha raggiunto la riserva. Gli investigatori mi hanno assicurato che andranno a fondo alla vicenda. Anche i piccoli dettagli saranno analizzati, compresi alcuni rifiuti trovati vicino alla vegetazione incenerita. La speranza della città è che la terribile domenica di Punta Penna venga ricostruita fedelmente», conclude Menna.
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