Finì in cella per la morte di una pensionata
Tredici anni fa, la donna condannata ieri fu arrestata dopo un’aggressione in casa per pochi euro
CHIETI. C’è un inquietante precedente nel curriculum criminale di Haydee Nasta, condannata ieri in tribunale a Chieti. Nel 2009 la donna finì in carcere per la morte di una pensionata di Apricena, in provincia di Foggia.
Per riepilogare la vicenda, bisogna riavvolgere il nastro fino a tredici anni fa. Haydee conosce a Pescara un uomo di Apricena, che la ospita a casa nel suo paese d’origine. Il 6 ottobre, approfittando dell’assenza dell’uomo, la donna aggredisce la madre di lui. Prima le prende le chiavi dell’appartamento, poi le ordina di consegnare tutti i soldi che ha in quel momento. L’anziana si rifiuta di darle i 20 euro di cui è in possesso. A questo punto, secondo la ricostruzione dell’accusa, Nasta picchia la pensionata. Subito dopo l’aggressione, e arraffato il misero bottino, la donna fa perdere le proprie tracce. Per la vittima, invece, scatta il ricovero all’ospedale di Foggia, dove muore dopo sei giorni di agonia.
È il 13 ottobre quando Haydee viene rintracciata alla stazione di Pescara e sottoposta a fermo di polizia giudiziaria perché a suo carico, raccontano le cronache dell’epoca, ci sono «univoci e concordanti elementi che la indicano responsabile delle lesioni gravi e della rapina». Dopo la cattura, Nasta finisce nella sezione femminile del carcere di Chieti. La stessa città dove, a distanza di oltre tredici anni, è stata condannata per un’altra, infamante accusa. (g.let.)
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