Finanza, blitz in Provincia per otto assunzioni facili

11 Ottobre 2014

Corte dei conti: avvisi di garanzia a Di Giuseppantonio e sei assessori attuali ed ex Ipotizzato un danno all’Erario di 107mila euro, procede anche la procura

CHIETI. «Scusi presidente, può dirmi perché è venuta da lei la Guardia di Finanza?», e lui risponde: «Verifiche periodiche della Corte dei conti, nulla di grave». No, le Fiamme Gialle entrano nella stanza di Enrico Di Giuseppantonio per notificare a lui e a un drappello di assessori ed ex assessori un “invito a dedurre” della Corte dei Conti, cioè un avviso di garanzia della magistratura contabile. L’inchiesta sulle assunzioni facili in Provincia arriva come un fulmine a ciel sereno alla vigilia delle elezioni. Il blitz della Finanza si consuma a 48 ore dall’ultimo giorno da presidente: una beffa per Di Giuseppantonio, come in “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, romanzo di guerra che si chiude con il protagonista preso in pieno da un cecchino nell’ultimissimo giorno di guerra. Citazione letteraria a parte, la procura della Corte dei Conti contesta a lui e a sei assessori la somma di 107mila euro, come danno presunto all’erario, per assunzioni che, secondo un esposto presentato in procura da Lorenzo Torto, giovane di Rapino che vive in carrozella, sarebbero state pilotate. Ma l’inchiesta contabile scaturisce da quella penale che non è un caso chiuso. Anzi. A giugno il gip, Antonella Redaelli, ha rispedito al mittente, cioè al sostituto procuratore, Rosangela Di Stefano, il fascicolo sulle assunzione a tempo determinato di 8 dipendenti. E da una possibile archiviazione, il pm ha avviato nuove indagini che starebbero per chiudersi con richieste di rinvio a giudizio per abuso.

Era il 2010 quando Torto, assistito dall’avvocato Graziano Benedetto, con la sua denuncia circostanziata solleva il caso dei lavoratori interinali, molto vicini al presidente, assunti grazie a una delibera di giunta che delegava la Tempor, agenzia interinale esterna, dribblando la legge che impone la quota riservata ai disabili. Sott’inchiesta così finiscono Di Giuseppantonio e gli assessori che, all’epoca, votarono la delibera: Antonio Tavani, Eugenio Caporrella, Donatello Di Prinzio, Gianfranca Mancini, Mauro Petrucci e Silvio Tavoletta. La procura indaga e chiede l’archiviazione basandola sul fatto che un’agenzia interinale non può commettere abuso non essendo ente pubblico. Ma il gip non archivia e chiede al pm di chiarire un punto oscuro: tra il 27 e il 28 dicembre del 2010, gli otto, già assunti a termine per far parte dello staff del presidente, s’iscrissero in blocco all’agenzia Tempor che regolò la loro posizione di riassunti in tempo record, quasi contestualmente alla delibera di giunta e senza alcuna selezione. Agli atti c’è la testimonianza di una dipendente della Tempor che alla Finanza avrebbe rivelato: quei nomi ci furono imposti. Assunzioni pilotate o un semplice caso?