Finanza in municipio, querelle pre-elezioni

San Salvo, la minoranza chiede chiarezza e il sindaco replica: «Controlli di routine, state sereni»
SAN SALVO. Le fiamme gialle piombano in Comune, ma sulle finalità della “visita” ci sono due versioni: quella della minoranza, che fa capo all’ex sindaco Gabriele Marchese, e quella dell’amministrazione comunale. Si infiamma la politica a San Salvo in vista dell’appuntamento elettorale del 2017, quando i cittadini saranno chiamati di nuovo alle urne per eleggere sindaco e consiglio comunale. Scaramucce e polemiche sono all’ordine del giorno. L’ultima è quella innescata dal gruppo consiliare di San Salvo Democratica. Marchese, Angelo Angelucci e Domenico Di Stefano rivelano, con una interpellanza al sindaco Tiziana Magnacca, «che nei giorni scorsi la guardia di finanza ha fatto visita in Comune prelevando numerosi documenti inerenti l’organizzazione delle manifestazioni estive e dei mercatini alla Marina». E chiedono di conoscere «quali documenti siano stati attenzionati dalle fiamme gialle», rammaricandosi che «ad oggi nessuna comunicazione su quanto avvenuto è stata fatta ai consiglieri comunali». Quanto basta per innescare la querelle. «Nessuna inchiesta, ma solo controlli di routine», replica la sindaca, «la Finanza, e questo Marchese dovrebbe saperlo perché è stato sindaco per tanti anni, viene spesso e volentieri in Comune perché San Salvo è il capofila del Suap, lo sportello unico delle attività produttive. I controlli sono all’ordine del giorno. C’è un rapporto di collaborazione istituzionale doveroso e non c’è alcun obbligo di riferimento ai consiglieri. Questo Marchese lo sa bene visto che quando era sindaco non ha certo comunicato all’opposizione l’avvio dell'inchiesta sui vigili urbani. Sta solo rimediando brutte figure», aggiunge la Magnacca, «voglio dargli un consiglio: stia sereno». Nei giorni scorsi ad infiammare la polemica politica era stato l’intervento dei carabinieri chiamati da Marchese e Nicola Sannino perché, a loro dire, gli uffici avevano negato l’accesso all’elenco degli ammessi e degli esclusi alle borse lavoro. Il comportamento dei due consiglieri è stato stigmatizzato da Forza Italia, San Salvo città Nuova e Lista Popolare che parlano di «sceneggiata napoletana». (a.b.)
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