Fini sbatte la porta Ma ora il Pd vuole ricucire gli strappi

11 Marzo 2016

CASOLI. Dopo l'uscita del segretario, Andrea Fini, e dopo la dichiarazione dell'assessore Domenico De Petra (non iscritto al Pd), a non voler correre con una lista targata Pd, in queste ore si è...

CASOLI. Dopo l'uscita del segretario, Andrea Fini, e dopo la dichiarazione dell'assessore Domenico De Petra (non iscritto al Pd), a non voler correre con una lista targata Pd, in queste ore si è entrati nella fatidica fase della "riflessione" nel Partito democratico.

Se l'azione di Fini e De Petra, lavorare per una terza lista, inizialmente è stata vista come un "rocchetto con poco filo da tessere", oggi inizia a creare qualche preoccupazione perché, si ripete nelle riunioni del partito anche come intimidazione, il rischio è che «faranno vincere il centrodestra». L'imperativo allora è ricucire e i pontieri già sono all'opera. Certo, lo strappo è stato eclatante e mediatico e, un eventuale rientro in gioco, se ci sarà, avrà come contropartita una resa dei conti nel Pd.

Il segretario provinciale del partito, Chiara Zappalorto, il giorno dell'elezione del nuovo segretario Feliciano Ianieri, ha dichiarato: «Il nuovo segretario ha avuto pieno mandato a intraprendere il percorso per le prossime elezioni amministrative, partendo dal confronto con i cittadini sulle idee e sui nomi attraverso lo strumento principe del partito democratico che sono le primarie». Ed è proprio sulle primarie che ci sono alcuni problemi perché, secondo indiscrezioni, a farle dovrebbero essere Massimo Tiberini, vicesindaco Pd, e Piero D'Amico, assessore Pd. Quindi due esponenti dello stesso partito con nessuno della cosiddetta componente "civile".

Ci sarebbe voluto, a questo punto, il De Petra, che però si è dichiarato fuori. Nel centrodestra l'imperativo è trovare un candidato "forte" in grado di recuperare i mille voti di differenza delle precedenti amministrative quando Sergio De Luca vinse con 2.377 voti e Concezio Tilli ne ottenne appena 1.288: un'onta nell'ex feudo della Dc. Questa volta Tilli non sarà della partita e volti nuovi (e forti) non si trovano; il centrodestra a questo punto spera nella terza lista che andrebbe a rompere il monolite centrosinistra ma, forse, sottovaluta l'azione catalizzante che una lista eterogenea potrebbe avere anche nel suo nell'elettorato.

Matteo Del Nobile