Fini si dimette da coordinatore Pd

23 Febbraio 2016

Casoli, il segretario locale lascia in rotta con la scelta per il candidato sindaco

CASOLI. Scelte decise dall’alto, libertà di pensiero, discussione e confronto cancellati, bisogna allinearsi altrimenti si è fuori. E ha scelto di “essere fuori” Andrea Fini, che si è dimesso da coordinatore del circolo Pd. Il clima politico si fa incandescente nel partito in vista delle prossime elezioni comunali. Il sindaco uscente Sergio De Luca non potrà candidarsi per un nuovo mandato ma la scelta sul “suo” successore pare non sia decisa dalla segreteria locale, bensì da quella provinciale. E non si capisce se questa stia vagliando tutti i nomi. Ufficialmente un candidato non c’è ancora, ma ufficiosamente in lizza ci sono Massimo Tiberini, attuale vice sindaco e nome condiviso dalla segreteria provinciale, e Domenico De Petra, assessore al bilancio. «Ci sarebbero anche altri candidati di forze minoritarie», dice Fini, «in teoria quindi ci si dovrebbe confrontare e poi decidere, ma questo confronto non c’è perché a decidere è la segreteria provinciale». Da qui la scelta di dimettersi.

«Ho rassegnato le mie dimensioni al segretario regionale Marco Rapino e a quella provinciale Chiara Zappalorto», spiega Fini, «perché in vista delle prossime consultazioni elettorali la progettualità del Pd sembra venuta meno, soffocata da ben più egoistiche iniziative individuali». Iniziative che pare vadano a sostegno di «un’occulta candidatura alla carica di primo cittadino, della quale nessuno ha mai informato la rappresentanza locale in maniera trasparente». «Purtroppo», sostiene l’ex segretario, «si evince che c’è un potere forte che non determina possibilità di cambiamento, apertura e discussione. Ogni altra iniziativa propositiva o di confronto viene esclusa e isolata. O ti allinei o sei costretto ad andartene. Sono venute meno le ragioni del mio impegno, che trovava fondamento in un libero processo di selezione della candidatura a sindaco. Il mio ruolo sarebbe quello di terminale rispetto a pressioni politiche esercitate dall’alto. Ritenendo impossibile costruire un progetto politico di successo nel solco della condivisione e dello spirito di comunità, considero concluso il mio mandato politico». (t.d.r.)

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