Finisce 81 a 37 la sfida privati-ospedale

27 Gennaio 2016

Il nuovo piano della Sanità premia le cliniche, ecco i numeri. Aceto (il politico-chirurgo) canta il de profundis a Chieti

CHIETI. La sfida tra la sanità privata e il policlinico finisce 81 a 37. Ma non è una partita di pallacanestro. Parliamo di posti letto, e del business della salute che, grazie alla Regione di Luciano D’Alfonso, per la prima volta vede i re della sanità privata surclassare il più importante ospedale d’Abruzzo collegato all’Università ma con le barelle condannate a stare in corsia. I numeri parlano chiaro: sul fronte Chirurgie, dopo il decreto di trasferimento a Pescara di letti e pazienti, Pierangeli e Villa Serena battono con il sonoro risultato (di cui sopra) nettamente il policlinico. Ma anche l’altro match, quello di Medicina, vede soccombere la sanità pubblica per 58 letti contro i 61 della triade Spatocco-Pierangeli-Villa Serena.

L’analisi la fa il politico-chirurgo, Liberato Aceto (nella foto), presidente del Consiglio comunale, che suona il de profundis a Chieti. Ecco il suo intervento: «Chieti, con un attacco micidiale sferrato nei confronti della sanità pubblica, ha perso il ruolo acquisito nel corso degli anni.

Nel suo territorio strutture e reparti di due centri di riferimento locale, regionale e direi anche nazionale, la clinica Spatocco e la clinica Villa Pini d'Abruzzo, sono stati spostati da una Asl all'altra. Strutture queste, che svolgevano una notevole serie di prestazioni di alto livello sia per numero che per qualità. Basti pensare che la Spatocco nel 2015 ha fornito prestazioni sanitarie quali 1.500 interventi di Chirurgia generale, 1.300 di Chirurgia ortopedica e 200 di Chirurgia Endoscopica. Mentre Villa Pini ha fornito circa 1.300 interventi di Chirurgia Generale.

La risposta della Regione a questa notevole attività è stata la creazione di un Polo di Chirurgia generale di 51 posti letto nella Clinica Pierangeli a pochi metri dall'Ospedale civile di Pescara. L’attento esame dei numeri fa capire che alla scelta fatta dalla Regione, nell’ambito di un piano di riordino previsto dalla Programmazione sanitaria 2016-2018, dovrebbe necessariamente seguire la giusta compensazione, fatta di potenziamento delle risorse, sull'Ospedale "SS. Annunziata". Ma è di questi giorni la notizia che il documento di Programmazione Sanitaria prevede la riduzione ulteriore di strutture e risorse per il nostro ospedale pubblico. Si parla del passaggio tra Chieti e Ortona da quattro a una sola Unità operativa complessa e così sarà per i reparti di Medicina e per gli altri servizi. Ciò potrebbe non necessariamente corrispondere ad una minore offerta sanitaria se le risorse a disposizione venissero aumentate, e parlo di posti letto di Medicina e Chirurgia e di sedute operatorie.

Non si può credere alla favola dei posti letto conservati nella Clinica Spatocco, trasformati in posti di riabilitazione, e non pensare che 3.000 interventi chirurgici in meno realizzati sul "Colle" significano un danno economico rilevante al mancato arrivo in città di pazienti e famiglie che portano vantaggio economico. La stessa cosa vale per Villa Pini.

Non basta salvare 170 lavoratori di Villa Pini se per farlo è necessario infliggere un colpo mortale all'economia di una città! In un momento di criticità come quello attuale tutte le forze politiche, tutte le istituzioni e aggiungo tutti i cittadini devono scendere in campo!

Non bisogna dimenticare la storia sanitaria di Chieti, la sua valenza universitaria, e in tal senso la facoltà di Medicina. Ecco perché i teatini debbono scendere in campo immediatamente. Come d'altronde dovranno fare l'amministrazione comunale e tutti coloro che, in questo momento ricoprono un ruolo istituzionale o politico. Al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, bisogna chiedere di essere garante del "bisogno di salute" di tutti i cittadini abruzzesi. E non solo di quelli di una parte dell’Abruzzo».