Finita l’era Di Primio, 25 anni in Comune

Il sindaco uscente lascia dopo due mandati: via al trasloco. E adesso con Fratelli d’Italia potrebbe correre per il Parlamento
CHIETI. Finisce un’era in Comune. Il sindaco Umberto Di Primio si prepara a lasciare l’ufficio al primo piano del palazzo ex Banca d’Italia: ha già cominciato a portare via libri, soprammobili e quadri accumulati in 10 anni da sindaco. Dal 2010 a oggi, Di Primio ha percorso migliaia di volte quelle rampe di scale e quel corridoio che, varcate tre porte in legno, portano alla stanza dal tavolo ovale: accanto alla sua scrivania, il sindaco ha tenuto il busto nero di Gabriele d’Annunzio in ricordo dell’impresa di Fiume ma con un dettaglio: la sciarpa neroverde del Chieti annodata al collo. Del resto, il Vate di Pescara ha un legame con Chieti: nel 1878 ha studiato al liceo classico Vico con una pagella dalla media dell’8,88 (10 nella versione «dal latino in volgare», tre 8, in «composizione italiana», greco e aritmetica, e poi tutti 9).
Le elezioni di oggi e domani sanciscono l’uscita di scena di Di Primio: entrato in Comune 25 anni fa, Di Primio è stato vice sindaco di Nicola Cucullo. È stato presidente del consiglio comunale e consigliere di opposizione e due volte sindaco. Nel 2019, Di Primio ha tentato due scalate: la prima alla Regione, con le dimissioni presentate e revocate all’ultimo minuto visto che il centrodestra ha puntato su un altro cavallo, e la seconda alla Provincia ma, alle elezioni, è stato battuto dal presidente uscente Mario Pupillo.
Stavolta, Di Primio ha scelto di non ricandidarsi e di lasciare spazio ad altri: ha fatto capire che la stagione del Comune si è conclusa. Ma questo non significa affatto che lascerà la politica: Di Primio tornerà a indossare la toga da avvocato ma, con l’adesione a Fratelli d’Italia, altre stagioni potrebbero aprirsi. A partire da quella del Parlamento.

