Finte assunzioni di 38 stranieri: in due vanno a processo

9 Luglio 2020

CHIETI. Sono finiti sotto processo con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato per le false assunzioni di 38 extracomunitari...

CHIETI. Sono finiti sotto processo con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato per le false assunzioni di 38 extracomunitari provenienti da Algeria, Nigeria, Gambia, Senegal e Marocco. Il giudice Andrea Di Berardino ha rinviato a giudizio Carlo De Thomasis, teatino di 67 anni, e Gianni Rapattoni, 50 anni di Spoltore. Il terzo imputato, Abdelhak Raiani, marocchino di 42 anni, è stato dichiarato irreperibile e la sua posizione è stata stralciata. Secondo l’accusa del sostituto procuratore Giuseppe Falasca (ieri in aula c’era il pm Marika Ponziani), De Thomasis, in qualità di amministratore di una società di elaborazione di dati contabili per le aziende (di fatto non più operante), e Rapattoni, come titolare di una ditta di consulenza del lavoro, hanno favorito la permanenza sul territorio dello Stato di cittadini extracomunitari «non in possesso dei requisiti previsti dalla normativa». Per consentire ai 38 stranieri di ottenere il permesso di soggiorno per ragioni di lavoro e di godere dei benefici previsti dalla legge, infatti, De Thomasis li avrebbe fittiziamente assunti nella sua azienda con la qualifica di “impiegato amministrativo”, mentre Rapattoni avrebbe curato l’inserimento dei dati alla Direzione territoriale del lavoro di Chieti. I fatti contestati dall’accusa si riferiscono al periodo compreso tra il 12 dicembre del 2013 e il 4 dicembre del 2017. Non solo: per la guardia di finanza, i due imputati avrebbero presentato all’Inps falsi documenti per attestare il rapporto di lavoro di Raiani facendogli «conseguire indebitamente 6.597,16 euro erogati dall’ente pubblico a titolo di assicurazione sociale per l’impiego per il periodo dal 22 agosto del 2013 al 22 marzo del 2014.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fernando Rucci, Marco Sanvitale e Diego Bracciale. (g.let.)