Finte nozze, parlano i testimoni

3 Febbraio 2020

Domani in tribunale uno dei protagonisti dell’inchiesta con 19 imputati

VASTO. Riparte domani dall'audizione di uno dei protagonisti e dalla testimonianza dei carabinieri il processo che vede imputate 19 persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso i finti matrimoni. In aula sarà rivissuta l’operazione “Fake marriage”. Gli accusati in origine erano 28. Al termine dell’udienza preliminare, che si è tenuta a giugno 2018, sei indagati sono stati assolti e tre hanno patteggiato. Parte delle accuse sono state provate con le intercettazioni telefoniche. I dialoghi, in gran parte in spagnolo, hanno spinto i giudici ad affidare a un interprete la traduzione dei colloqui. Le indagini partirono nell’agosto del 2014 quando, a Liscia, un cinquantenne con un’abitazione in cui non c’era neppure l’energia elettrica sposò una bellissima donna della Repubblica dominicana. Dopo poco tempo, la donna sparì ma poi tornò per motivi legati al permesso di soggiorno. I carabinieri scoprirono altri casi analoghi. Donne avvenenti che per ottenere i permessi di soggiorno sposavano uomini residenti in provincia di Chieti e poi si trasferivano al nord per lavorare nei night club. Le nozze si celebravano a Santo Domingo. Le spose, una volta tornate in Italia, lasciavano i mariti che però non erano affatto vittime. Chi si prestava ad andare in Sudamerica non cadeva in un raggiro d’amore, ma lo avrebbe fatto dietro pagamento. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Nicola Chieffo, Alessandro Orlando, Antonello Cerella, Antonio Boschetti, Marco Martini, Emilia Cibelli, Luca Damiano e Massimiliano Sichetti. (p.c.)