Finti dipendenti delle Poste svuotano conti e carte prepagate

28 Luglio 2020

Una napoletana e un indiano incastrati dai carabinieri: facevano sparire i soldi con sms e telefonate Sono indagati per frode informatica: rischiano fino a 3 anni. Tra le vittime uno studente universitario

CHIETI. Si fingono operatori delle Poste e, attraverso un sms e due telefonate, svuotano i conti correnti delle vittime. Semplici mosse che, complice l’ingenuità dei malcapitati, permettono ai criminali informatici di prelevare migliaia di euro. L’ultimo derubato è uno studente universitario di Guardiagrele: è caduto nel tranello e ha visto sparire tutti i risparmi che aveva su una carta Postepay evolution. I carabinieri della compagnia di Chieti hanno individuato due dei responsabili del raggiro: una donna napoletana di 40 anni, risultata la beneficiaria dell’operazione illecita, e un indiano di 43 anni, a cui è intestato il numero di cellulare utilizzato per la truffa. Entrambi sono accusati di frode informatica, un reato punito con il carcere da sei mesi a tre anni e di competenza della procura della Repubblica dell’Aquila: nei loro confronti è partita una denuncia.
Il sospetto è che anche in questo caso, come è venuto fuori in recenti indagini in tutta Italia, si nasconda una vera e propria organizzazione dietro la trappola che ha fatto già numerose vittime anche a Chieti e dintorni.
LA TRAPPOLA Tutto comincia quando il giovane, 23 anni, riceve in tarda mattinata un messaggio sullo smartphone con cui viene informato che la sua utenza postale è stata bloccata per mancato aggiornamento e che, per riattivare la carta, è necessario compilare una pagina web. Lo studente si collega al link e segue le indicazioni, finché arriva all’ultima schermata dove gli viene chiesto di inserire un codice che però non ha ancora ricevuto. Proprio in quegli istanti, sul telefono del ragazzo giunge una chiamata. L’interlocutore si presenta come operatore delle Poste e lo invita a confermare i dati della carta e a completare la procedura attraverso il codice mancante, che arriva tramite un altro sms. Il 23enne fa tutto quello che gli viene detto. Dopo qualche ora, in serata, il malcapitato riceve un’ulteriore telefonata dalla stessa utenza del mattino: su sollecitazione del sedicente operatore delle Poste, conferma ancora una volta i dati della Postepay. Solo a questo punto, una volta terminata la conversazione, il giovane si insospettisce e va a controllare il conto, scoprendo che l’interlocutore ha usato i codici forniti per rubargli 800 euro.
LE INDAGINI Lo studente denuncia tutto ai carabinieri della stazione di Rapino. E i militari della tenente Maria Di Lena e del maresciallo maggiore Marcello Rizzo arrivano a due componenti della banda specializzata nelle truffe. Dall’analisi dell’estratto conto emerge che gli 800 euro, attraverso un bonifico effettuato tramite un’app, sono finiti sulla Postepay di una 40enne di Torre del Greco, già nel recente passato finita nei guai per un raggiro portato a termine con lo stesso modus operandi che ha ingannato il giovane di Guardiagrele. Stesso discorso per l’intestatario del numero di telefono dal quale sono partite le chiamate-truffa: è un indiano residente in provincia di Milano denunciato a più riprese per reati contro il patrimonio.
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