Finti matrimoni, parte il processo

15 Ottobre 2019

In aula i testimoni della truffa per ottenere permessi di soggiorno

VASTO . Operazione “Fake marriage”, Comincia con l'audizione di testimoni e periti questa mattina da parte dei giudici del Tribunale di Vasto (presidente Bruno Giangiacomo, a latere Michela Iannetta e Stefania Izzi) la fase istruttoria del giudizio a carico di 19 imputati nei guai per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso finti matrimoni. Gli accusati in origine erano 28. Al termine dell’udienza preliminare, che si è tenuta a giugno 2018, sei indagati sono stati assolti e tre hanno patteggiato. Parte delle accuse sono state provate con intercettazioni telefoniche, molte delle quali in spagnolo: da qui la necessità di affidare a un interprete la traduzione dei colloqui. Le indagini partirono nell’agosto del 2014 quando a Liscia, piccolo centro del Vastese, un cinquantenne con una abitazione in cui non c’era neppure l’energia elettrica sposò una bellissima donna della Repubblica dominicana. Dopo poco tempo, la donna sparì ma poi tornò per motivi legati al permesso di soggiorno. I carabinieri scoprirono altri casi analoghi. Donne avvenenti che per ottenere i permessi di soggiorno sposavano uomini residenti in provincia di Chieti e poi si trasferivano nel nord d’Italia per lavorare nei night club. Matrimoni all’apparenza regolari sarebbero stati celebrati a Santo Domingo. Le spose, arrivate in Italia, lasciavano i mariti che non erano vittime. Chi si prestava ad andare in Sudamerica non cadeva in un raggiro d’amore. Secondo i carabinieri, chi affrontava il viaggio lo avrebbe fatto perché pagato da chi gestiva finti matrimoni per far ottenere alle donne caraibiche la cittadinanza italiana. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Nicola Chieffo, Alessandro Orlando, Giovanni e Antonello Cerella, Marco Martini, Emilia Cibelli e Antonio Boschetti.
Paola Calvano