Fiom: Sevel continua a spremere gli operai

Atessa, le rsa di stabilimento denunciato ritmi aumentati al montaggio: il caso della pipì non insegna
ATESSA. «Non ha insegnato niente il caso gravissimo dell’operaio costretto ad urinarsi addosso: in Sevel si continua a spremere i lavoratori e le condizioni sono peggiori di quelle di prima». A lanciare la pesante accusa è la Fiom, tramite una nota delle rsa di stabilimento. Il reparto “incriminato” è il montaggio, uno dei più duri all’interno dello stabilimento e dove, secondo la Fiom, l’introduzione della nuova metrica di lavoro Ergo Uas, secondo i principi dettati dal Wcm (metodologia di gestione aziendale promossa dal gruppo Fiat-Chrysler) per l’ottimizzazione dei tempi e delle prestazioni di lavoro, è risultata maggiormente pesante e inapplicabile. Ed è sempre al montaggio che al dipendente che aveva chiesto di recarsi in bagno non è stato dato il permesso nonostante le reiterate richieste. La denuncia della Fiom è che nell’«officina più critica dal punto di vista dello stress psico-fisico del lavoratore» siano stati annunciati «ulteriori progetti di ottimizzazione che, in parole povere», accusa il sindacato di Maurizio Landini, «vuol dire intensificazione delle prestazioni lavorative». Secondo quanto riportato dalla nota sindacale l’azienda vorrebbe “recuperare” il lavoro di 10 dipendenti ma senza nuove assunzioni, bensì modulando il reparto in modo da poter essere in grado di far aumentare le lavorazioni a ben 8 furgoni in più. «La Sevel», criticano le rsa Fiom, «anzichè prendere atto dell’insufficienza degli organici per i volumi produttivi attesi (si calcola che per il 2017 sarà confermato e ulteriormente aumentato il numero record di 290mila veicoli prodotti, ndc) continua a spremere i lavoratori». Secondo il sindacato dei metalmeccanici, però, la misura sarebbe ormai colma.
Ne darebbe conferma l’alta adesione allo sciopero (23 persone su 48 dell’unità operativa coinvolta) indetto dalla Fiom a sostegno del dipendente costretto a urinarsi addosso e contro le politiche aziendali: «Un chiaro segnale», evidenzia la nota, «che i lavoratori non sopportano più questi ritmi e la riduzione delle pause, figurarsi una nuova stretta sui tempi di lavoro». La Fiom ha quindi diffidato l’azienda a «continuare a impostare le linee produttive con i team leader sulle postazioni», una condizione considerata «controproducente perché rende rigida l’organizzazione del lavoro e non permette di gestire le eventuali criticità che possono intervenire in un turno di lavoro come infermeria, bagno, uscita anticipata per eventuali problemi famigliari o indisposizione fisica». Per il sindacato la vivibilità dello stabilimento «è pregiudicata e tale esasperazione limita anche il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori al miglioramento della prestazione lavorativa, cosa indispensabile in un’azienda moderna che dovrebbe credere e investire sul futuro».
Daria De Laurentiis
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