Fiom: Stellantis mette in difficoltà la Sevel

9 Febbraio 2022

Atessa. Il sindacato e i lavori a singhiozzo: strategia del gruppo per favorire i veicoli a marchio francese

ATESSA. Non ci sarebbero solo i problemi di approvvigionamento di materiali di fornitura a mettere in difficoltà lo stabilimento Sevel che, in questi giorni, ha dovuto rinunciare a due giornate di straordinario a causa del mancato arrivo di motori dalla Francia, dopo le criticità registrate nelle ultime settimane per ottenere microchip e semiconduttori per le componenti elettroniche dei furgoni commerciali leggeri. Per la Fiom Cgil «siamo in presenza di una strategia di Stellantis per mettere in difficoltà gli stabilimenti italiani», ovvero «una precisa politica che favorirebbe i veicoli a marchio francese a discapito dei Ducato italiani».
Come registrato dal sindacato, il «mix produttivo di Sevel vede un’alta produzione di furgoni a marchio Psa, relegando il Ducato a percentuali bassissime. Come è possibile», incalza allora la Fiom, «avere problemi di approvvigionamento motori? È ormai evidente che la linea di comando sta cambiando», rimarca una nota della Fiom provinciale e delle rsa di stabilimento», sempre più responsabili graditi a Psa prendono le redini degli stabilimenti italiani e in questo contesto non è accettabile il disorientamento che stanno subendo i lavoratori. Da mesi stiamo denunciando che rischiamo di essere in presenza di una sostituzione di prodotto e che nel futuro prossimo queste azioni potranno influenzare il mercato a scapito del Ducato. Sappiamo che in Polonia a partire da aprile si avvierà la produzione di furgoni in prevalenza a marchio Psa. Anche in Italia, da mesi si producono furgoni a marchio Psa. Sarà una coincidenza, ma non possiamo continuare a credere che tutto ciò sia la conseguenza esclusiva della difficoltà di reperire una centralina necessaria per produrre il Ducato».
Per la Fiom l'azienda al momento «non è in condizioni di programmare l’attività e propone contratti di assunzione di 4 settimane, trovando difficoltà a reperire le disponibilità nel nostro territorio e che si sta accingendo a far ricorso a trasfertisti e a somministrati di altre regioni». Il riferimento è all'assunzione, per circa un mese, di 150 dipendenti prima e altri 100 in questi giorni, per sopperire alle assenze per Covid e agli ordinativi. La Fiom rimarca anche le difficoltà dell'indotto, «costretto a inseguire un’azienda che naviga a vista» con la Regione «più intenta a dire che non è opportuno parlare di crisi che ad affrontare la situazione». (d.d.l.)
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