Fioriti scrive a Paolucci: troppo silenzio sull’ospedale

ATESSA. «Se la Regione ha tutte le carte a posto e soprattutto ha provveduto a individuare le necessarie coperture finanziarie, che problema ci può essere oggi?». Torna sull’argomento ospedale di...
ATESSA. «Se la Regione ha tutte le carte a posto e soprattutto ha provveduto a individuare le necessarie coperture finanziarie, che problema ci può essere oggi?». Torna sull’argomento ospedale di zona disagiata Carmine Fioriti, consigliere comunale di Progetto Atessa, e lo fa con una lettera aperta indirizzata all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. «Se le carte sono a posto il nulla osta romano può venire anche in via amministrativa da parte dei capi Dipartimento competenti, viste tutte le cose in regola che dovevano essere presenti. Quindi», scrive Fioriti, «caro assessore, cosa sta succedendo? Lei ha avuto modo di toccare con mano l’entusiasmo, la gioia, la riconoscenza, il pianto della gente atessana, quando a Natale ha rincuorato i dipendenti del presidio cittadino affermando il ritorno ad una forma certa, seppur limitata, di ospedale. La popolazione, però, oggi teme un capovolgimento di fronte e, seppur non ha ancora messo in dubbio le sue parole e quelle del presidente della Regione, si sente inquieta perché vede i fantasmi evocati da Mauro Febbo («La conversione del San Camillo in ospedale di zona disagiata è una bufala elettorale», disse il consigliere regionale di Fi, ndc) prendere forma e vivacità». Fioriti si aspetta un segnale positivo da Paolucci in grado di rassicurare gli animi e che metta a tacere le voci sfiduciate: «Magari è una forma di preoccupazione virale, dettata dal momento di silenzio, e per questo ci si rivolge a lei affinché, in modo elementare e senza alcun condizionale, dica qual è veramente la situazione dell’ospedale di Atessa e quali siano i problemi, se vi sono, insorti dopo le dichiarazioni ed esternazioni favorevoli e rassicuranti fatti da lei e dal governatore. E proprio perché oggi si riteneva risolto, fa ancora più male il venire a conoscenza che il progetto di ospedale di area disagiata potrebbe non vedere la luce per chissà quali problemi». (m.d.n.)

