Fissata l’udienza dal Gup per i furti di auto

Dodici indagati nel traffico di veicoli rubati in Abruzzo e rivenduti in Puglia, Emilia Romagna e Grecia
LANCIANO. Chiusa la maxi inchiesta sui furti d’auto su commissione Lanciano-Foggia e fissata l’udienza preliminare al 13marzo 2017. Il giudice Massimo Canosa ha accolto la richiesta del procuratore Rosaria Vecchi di fissare l’udienza preliminare per i 12 indagati dell’inchiesta dei furti d’auto su commissione condotta dai carabinieri di Lanciano e coordinati dalla procura frentana.
Gli indagati sono Vasile Sebastian Grigore, 19 anni, detto “Sangue”, i fratelli Eduard, 24 anni, e Alexandru Daniel, 23, e la madre Mariana Grigore, residenti a Lanciano. Poi Martin Marius Adrian, 31 anni, Andrei Petru Vitega, 31 anni, residenti a Lanciano, Domenico Cicolini, 50 anni lancianese residente a Roma, Mihai Miron Toma, 48 anni, di Chieti, Paolo Pelullo, 36 anni, il padre Angelo Antonio Pelullo, 63 anni, di Foggia che gestivano un deposito per mezzi da demolizione dove venivano smontate le auto, Fernando Bibò, 51 anni, di Budrio, dove c’era la rivendita di motori e pezzi di ricambio e Francesco Paolo D’Augelli, foggiano, 40 anni.
In base alle indagini fatte di mesi di appostamenti, intercettazioni telefoniche, ambientali la banda italo-romena (in 9 furono arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, ossia furti di auto, in casa, tentata rapina ed estorsione) avrebbero rubato da gennaio a giugno 2015, su commissione, anche 20 auto al mese tra Lanciano, Ortona, Casoli Chieti, L’Aquila. Furti che, per la Procura, erano commissionati ai romeni dai Pelullo che gestivano un deposito per mezzi da demolizione nel Foggiano. I romeni individuavano le auto, spesso in strada, scassinavano le portiere e accendevano i motori con una centralina fornita dai Pelullo. Poi parcheggiavano le auto per alcune ore per vedere se era presente un allarme satellitare o altro. Scampato il pericolo allarme, percorrendo strade statali e secondarie, portavano i veicoli in Puglia. Qui entravano in azione i Pelullo che ripunzonavano i motori, spedivano pezzi delle auto a Bologna o in Grecia. Alcuni pezzi sono stati sequestrati al porto di Bari dalla polizia di frontiera. (t.d.r.
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