Fiume Moro inquinato: il caso arriva in procura

22 Settembre 2020

Parte l’esposto di Nuovo Senso Civico dopo le segnalazioni degli agricoltori Il presidente Lanci: «È sconcertante: acque putride e sversamenti illeciti»

FRISA. Acque nere, putride, maleodoranti, con un odore acre che aggredisce gola e bronchi e una schiuma biancastra, consistente e spessa a coprire flora e fauna. Ci risiamo: il fiume Moro torna ad essere un sorvegliato speciale. Lo era stato già nel 2011, quando, sempre su impegno dell’associazione Nuovo Senso Civico (Ncs) che torna a denunciare lo stato ambientale del corso d'acqua, furono rinvenuti nel Moro metalli pesanti altamente tossici e nocivi come rame, piombo, nichel, cromo. Ancora: nel 2018, l’associazione aveva presentato un esposto in Procura per la colorazione grigia delle acque. E ieri l’allarme è divampato di nuovo, questa volta in modo ancora più preoccupante. Da giorni alcuni agricoltori e cittadini dei comuni di Frisa, Ortona e San Vito avevano allertato gli attivisti di Nuovo Senso Civico per le condizioni del torrente. «La mattina del 20 settembre», spiega il presidente Alessandro Lanci, «assieme al sindaco Nicola Labbrozzi e al consigliere comunale Romano Mattioli del comune di Frisa, abbiamo effettuato una ricognizione lungo il suo corso e dei suoi piccoli affluenti. È emerso un quadro sconcertante: acque putride e la morte della flora e della fauna acquatica. Risalendo lungo i piccoli affluenti del Moro abbiamo individuato l’origine degli sversamenti illeciti provenienti da alcune aree dei comuni di Crecchio e di Poggiofiorito. Il Moro sfocia nella Riserva Naturale Regionale Punta dell’Acquabella, appena raggiunta dalla pista ciclabile. Le immagini che ci siamo trovati di fronte e che abbiamo fotografato parlano più delle tante parole che potremmo usare per descrivere l’ennesimo esempio di pessima gestione del nostro brand turistico. Siamo tutti concentrati sull’attesa del completamento della pista ciclabile, enorme volano di attrazione turistica da tutta Europa, ma continuiamo a dimenticarci dell’enorme problema della depurazione delle acque che giungono in mare». Lo scenario a cui Nsc si è trovato davanti è sembrato apocalittico. In certi tratti l'acqua aveva assunto una colorazione così scura da sembrare petrolio. E a causa dell’odore nauseabondo dei tratti interessati dall’impressionante mole di schiuma gli attivisti hanno riportato conati di vomito, giramenti di testa e sensazione di soffocamento. Su quanto registrato e fotografato è stato presentato da Nuovo Senso Civico un esposto alla Procura di Lanciano. «È giunto il momento di prendere una direzione univoca», conclude Lanci, «basta un clic sui social network per rovinare in un attimo il lavoro di anni. La riqualificazione delle acque dei nostri fiumi è prerogativa imprescindibile degli enti preposti alla loro tutela, potenziando i depuratori e punendo con sanzioni esemplari le attività industriali che continuano ad inquinare il nostro ambiente».