Flautista clochard, il vigile gli vieta di suonare

Musicista tedesco bloccato sul corso dalla guardia municipale: «Puoi farlo ma solo se cammini»
CHIETI. Suonare in strada va bene, ma solo se cammini. Se invece stai fermo, è vietatissimo. Poco importa chi sei e se magari sai pure suonare veramente bene, certi strani regolamenti comunali non guardano in faccia a nessuno. Come ha scoperto suo malgrado il flautista barbone Klaus Peter Diehl, geniale ed eccentrico musicista tedesco dalla storia da romanzo che ieri mattina si trovava sotto i portici di corso Marrucino. La sua musica incanta e se si cerca nel suo passato si scopre che un tempo era un musicista famoso e ancora prima un bancario rampante. In Germania pare abbia tre figli, ora però la sua vita è quella di un barbone, pur sempre di fama. E d’altronde ovunque vada è difficile che passi inosservato. In primo luogo grazie alla sua musica, e poi anche per come è vestito: completo elegante scuro con giacca a coda, camicia bianca e sandali indossati con calze ai piedi, senza contare la folta capigliatura incolta alla Einstein. Ebbene Klaus ieri aveva iniziato il suo show in corso Marrucino. Con grazia ed eleganza si prestava anche alla richiesta dei passanti. Qualcuno gli aveva chiesto di suonare Debussy e lui aveva attaccato con Syrinx, meravigliandosi anche per tale richiesta: «In questo posto non lo conoscono Debussy», si era pure lasciato sfuggire a metà dell’esecuzione. Chiacchierava così e suonava vicino alla sua bicicletta, quando in vigile urbano gli si è avvicinato e gli ha intimato di smettere. Lui, con grande educazione, ha obiettato di avere una precisa autorizzazione, ma a quel punto l’agente ha sventolato i dettami del bizzarro regolamento comunale: suonare sì, ma solo camminando. Intanto si era radunata un po’ di gente per vedere cosa stesse succedendo e, ascoltata la precisazione del vigile urbano sul divieto di suonare da fermi, a uno dei presenti, l’imprenditore teatino Francesco Giannini, è scappato un applauso ironico di disappunto che ha innescato l’applauso di tutti i presenti. Klaus, mantenendo sempre un contegno educato e cortese, ci ha messo del suo per calmare le acque e chiedere il rispetto dell’autorità. Il vigile urbano ha poi chiesto conto a Giannini di quell’applauso ironico e l’interessato ha spiegato che si trattava di un gesto rivolto a quell’assurdo regolamento comunale e non al vigile urbano in persona. (a.i.)

