Folla all’addio al ristoratore «Abbiamo perso un amico»

27 Gennaio 2022

Atleti del Casalbordino calcio e tifosi del Pescara al funerale di Nicola Galante Don Paolo: meriti di stare con Dio. Il patron Santoro: pensava sempre agli altri 

CASALBORDINO. «Dio riprende a sé le persone che meritano di tornare alla casa di Dio». Così ieri pomeriggio, don Paolo Lemme, celebrante del funerale di Nicola Galante, 41 anni, ristoratore e dirigente dell'Apd Casalbordino stroncato da un infarto lunedì notte, ha cercato di consolare i familiari dello sportivo e chef. Una morte che non ha dato il tempo alla mamma di Nicola, Giovina, e a chi voleva bene al 41enne di preparasi e metabolizzare il lutto. In migliaia, nonostante i limiti imposti dal Covid, hanno salutato "Tarallo, il gigante dal cuore buono", come veniva chiamato affettuosamente Nicola. Anche per la sua famiglia molto religiosa, credente e osservante, è stato difficile accettare la morte del congiunto.
Don Paolo Lemme ha cercato di aiutarli a superare il grande dolore con la fede. Straziante la cerimonia funebre nella basilica della Madonna dei Miracoli. «Dio», ha detto don Paolo rivolto a mamma Giovina, «riprende a sé le persone di buon cuore e che più di tutte meritano il dono di tornare alla casa del Padre. È un privilegio che Dio concede a chi ha vissuto cristianamente. Nicola adesso è lassù a vigilare su tutti i suoi cari».
Sul sagrato hanno preso posto le tifoserie del Pescara e i supporter del Casalbordino. Al termine della funzione all'uscita dalla basilica, i calciatori del Casalbordino hanno formato due ali che hanno fanno da cornice al feretro ricoperto di fiori gialli e rossi. Uno striscione sistemato sul piazzale dalla tifoseria pescarese ha salutato il 41enne: “Ciao Tara”. I tifosi hanno esploso dei fumogeni con i colori delle squadre amate da Nicola e cantato in coro con i volti rigati dalle lacrime, “Tarallo sarai sempre con noi”. Poi un lungo applauso finale e l'ultimo viaggio dalla basilica al cimitero di Casalbordino. Tanti i ragazzi che hanno voluto salutare Nicola, per l'ultima volta. Per loro era una guida e un grande supporto. Profondamente turbato Alessandro Santoro, il patron dell'Apd Casalbordino al quale domenica Nicola aveva confidato di avere programmato una visita cardiologica. Il destino non gli ha concesso il tempo per farlo. «Ho perso un amico e una colonna dell'Apd Casalbordino», ha detto Santoro visibilmente commosso, «senza di lui non sarà più la stessa cosa. Lui era la persona che vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno, quella pronta ad aiutarti a risolvere i problemi. Pronto ad imbandire la tavola per tutti. Non si è risparmiato con gli altri e ha messo a dura prova se stesso. Quel cuore capriccioso che già dieci anni fa gli aveva dato problemi, ha ceduto».
«Nicola ha capito che stava succedendo qualcosa», dicono i vicini di casa, «ha chiamato l'ambulanza ma non ha sofferto. La morte è arrivata rapida e silenziosa a portarlo via». Ed ora a Casalbordino sono in tanti a pensare che sia giusto, Covid permettendo, organizzare un evento calcistico intitolandolo a Nicola Galante. (p.c.)
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