Folla e lacrime per il gelataio «Resterai per sempre con noi»

L’ultimo saluto a Riccardo D’Angelo nella cattedrale di San Giustino davanti a tanti commercianti Don Enzo alla figlia quindicenne della vittima: «La sua esistenza non si è azzerata, ma trasformata»
CHIETI. Si stringono le mani, si abbracciano, si cercano di fare forza a vicenda. Sono sedute al primo banco della cattedrale di San Giustino Luciana Desiderio e Camilla, moglie e figlia di Riccardo D’Angelo, 55 anni, titolare della gelateria Cuore di corso Marrucino, morto sabato scorso in un incidente stradale in moto in via dei Frentani.
I RICORDI
Ieri, l’ultimo saluto nella stessa chiesa che, cinque anni fa, ha visto la famiglia del gelataio felice e unita nei festeggiamenti per la comunione di Camilla. Quella stessa famiglia che, in questi giorni, non è riuscita a darsi pace davanti alla tragedia, e che oggi vede negli occhi di Camilla, 15 anni, l’unica forza per andare avanti. «È il nostro ricordo dei momenti più sereni», dice Luciana con un filo di voce, «sarà lei la nostra forza».
LUTTO IN CITTà
Si spengono le luci dei negozi al passaggio del corteo funebre e molte attività decidono di rimanere chiuse durante la celebrazione del funerale del loro collega. Prima di arrivare in chiesa, Riccardo passa per l’ultima volta davanti alla sua gelateria e al negozio di abbigliamento, Lula, gestito da sua moglie e dai suoceri, Lucio e Lalla. Ad attendere Riccardo in piazza San Giustino ci sono molti commercianti del Corso, i clienti fissi dei due negozi, gli amici e anche i compagni e le insegnanti di scuola di Camilla.
L’OMELIA
«Abbiamo visto Riccardo sempre dietro un banco», ricorda durante l’omelia don Enzo Massotti, padre spirituale del seminario regionale di Chieti, «ma mai a tenere banco. Non si è mai imposto, mai si è voluto rendere protagonista». Da sabato, però, Riccardo lo è stato. «In questi giorni, è al centro delle nostre preghiere, delle nostre lacrime e dei nostri ricordi. Lui, che non è mai stato protagonista perché non ha mai voluto farlo, si è ritrovato tra di noi a esserlo», prosegue il parroco, che si rivolge poi alla famiglia: «Adesso è anche il momento dei perché, delle mille domande. Eppure, sembra che ogni possibile risposta fallisca, sarebbe da uscirne matti se rimanessimo a chiederci il perché è accaduto. Dobbiamo leggerlo in chiave cristiana: la sua esistenza non si è azzerata, si è trasformata».
IL SALUTO DELLA MOGLIE
Luciana stringe la mano di Camilla e la porta con sé sul pulpito per farsi forza, mentre dà l’ultimo saluto al marito. «Ciao amore», dice piangendo, «in questi giorni i ricordi di te si affollano. Ricky, ci mancherai, ci mancherà il tuo sorriso, il tuo amore». E ancora: «Non so come faremo, Mi dicevi che io ero la tua roccia, la persona che ti faceva stare bene e andare avanti nonostante le difficoltà. Eravamo solo noi e saremo per sempre noi».
I RINGRAZIAMENTI
La moglie si rivolge infine ai tanti presenti. «Io e Camilla vi ringraziamo con tutto il cuore, grazie».

