Folla per Silvana e Luciano

30 Gennaio 2017

Castel Frentano, maxi schermo in chiesa e la sorpresa di Arisa

CASTEL FRENTANO. «Bentornati Luciano e Silvana, bentornati nella vostra casa». Con queste parole un emozionato don Roberto, parroco di Santo Stefano, accoglie in chiesa le salme di Luciano Caporale, 52 anni, e Silvana Angelucci, 48, i due parrucchieri morti tragicamente nell’hotel Rigopiano. Colma è la capiente chiesa, stipato il sagrato così come la cripta, dove è in funzione un maxischermo. Nessuno ha voluto mancare a quest’appuntamento dopo giorni di speranza, attesa, preghiera. Neanche Arisa, che a sorpresa si presenta in chiesa e intona “L’amore della mia vita”, canzone del cuore della coppia. «Sono stati giorni duri», continua il parroco, «oggi siamo grati a Luciano e Silvana per i doni che ci hanno fatto e continueranno a farci». È lutto cittadino in paese e un clima mesto è palpabile. Luciano e Silvana erano andati nell’hotel Rigopiano per un paio di giorni. Sarebbero dovuti ripartire martedì 17 ma il rientro a casa era stato posticipato al giorno dopo per le avverse condizioni meteo. Durante la messa, dopo giorni di grigiore, dagli ampi finestroni della chiesa entra il sole a illuminare i volti rigati di lacrime. «Silvana e Luciano erano capaci di vedere la bellezza interiore delle persone. Il loro era un amore contagioso. La loro fede semplice, profonda, leggera», le parole di don Roberto interpretano il comune sentire.

Composti in un dignitoso dolore i figli Nicola ed Elia, le madri Maria e Filomena, e i tanti parenti. Presenti il prefetto, autorità militari, diversi sindaci e tanti amici commossi. Silvana e Luciano erano pieni di vita, coinvolti nelle iniziative del paese, pronti all’accoglienza. Alle 9,31 di mercoledì 18 mentre un piccolo spalaneve cercava di liberare il viale di accesso all’hotel della tragedia, Silvana riprende la scena con il cellulare e, con il suo solito sorriso, domanda al suo Luciano: «Ce la faremo a ripartire? Sì, ce la faremo, ce la faremo». Sono tornati solo oggi con un epilogo che nessuno poteva immaginare.

Matteo Del Nobile

©RIPRODUZIONE RISERVATA